ARCHIVIO ONLINE di Marco BAVA , per un Nuovo Modello di Sviluppo

 

 

LA MAPPA DI QUESTO SITO e' in continua evoluzione ed aggiornamento ti consiglio di:

  • visitarlo periodicamente
  • MARCO BAVA fornisce dati, notizie, approfondimenti analisi sui mercati finanziari , informazioni , valutazioni che pur con la massima diligenza e scrupolosita', possono contenere errori, imprecisioni e omissioni, di cui MARCO BAVA non puo' essere in nessun modo ritenuto responsabile.
  • Questo servizio non intende costituire una sollecitazione del pubblico risparmio, e non intende promuovere alcuna forma di investimento o speculazione..
  • MARCO BAVA non potra' essere considerato responsabile di alcuna conseguenza derivante dall'uso che l'utente fara' delle informazioni ottenute dal sito. I dati forniti agli utenti di questo sito sono da ritenersi ad esclusivo uso personale ed e' espressamente non consentito qualsiasi utilizzo di tipo commerciale.

QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondato da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE !

Per ragioni di spazio il sito e' diventato www.marcobava.it

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   Mb

 

 

Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,5-19
“In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».”

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche e meteriologiche  imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

ATTENZIONE IL MIO EX SITO www.marcobava.tk  e' infetto se volete un buon antivirus gratuito:

http://www.avast.com/it-it/free-antivirus-download

x trasferire files pesanti  www.wetransfer.com

RIUSCIRE A LEGGERE QUESTO SITO RAPPRESENTA UN TEST DI INTELLIGENZA

VUOI SCRIVERE QUELLO CHE  PENSI su quello che leggi in questo sito online ?

SCRIVETE A Mbmarcobava@gmail.com per avere la newletter quotidiana

tu sei il visitatore N:

 

Marco Bava ABELE: pennarello di DIO, abele, perseverante autodidatta con coraggio e fantasia , decisionista responsabile.

Sono quello che voi pensate io sia (20.11.13) per questo mi ostacolate.(08.11.16)

La giustizia non esiste se mi mettessero sotto sulle strisce pedonali, mi condannerebbero a pagare i danni all'auto.

(12.02.16)

TO.05.03.09

IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI  IL PANE E LA ACQUA QUOTIDIANI E LA POSSIBILITA' DI NON COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE IL TUO VOLERE, LA PACE NEL MONDO, IL BENESSERE SOCIALE E LA COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI. TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E FIGLI.

TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .

SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.

Difendo il BENE contro il MALE che nell'uomo rappresenta la variabile "d" demonio per cui una decisione razionale puo' diventare irrazionale per questa ragione (12.02.16)

Non prendo la vita di punta faccio la volonta' di DIO ! (09.12.18)

La vita e' fatta da cose che si devono fare, non si possono non fare, anche se non si vorrebbero fare.(20.01.16)

Il mondo sta diventando una camera a gas a causa dei popoli che la riempiono per irresponsabilità politica (16.02.16)

I cervelli possono viaggiare su un unico livello o contemporaneamente su plurilivelli e' soggettivo. (19.02.17)

L'auto del futuro non sara' molto diversa da quella del presente . Ci sono auto che permarranno nel futuro con l'ennesima versione come : la PORSCHE 911, la PANDA, la GOLF perche' soddisfano esigenze del mercato che permangono . Per cui le auto cambieranno sotto la carrozzeria con motori ad idrogeno , e materiali innovativi. Sara' un auto migliore in termini di sicurezza, inquinamento , confort ma la forma non cambierà molto. INFATTI la Modulo di Pininfarina la Scarabeo o la Sibilo di Bertone possono essere confrontate con i prototipi del prossimo salone.(18.06.17)

La siccità e le alluvioni dimostrano l'esistenza di Dio nei confronti di uomini che invece che utilizzare risorse per cercare  inutilmente nuovi pianeti dove Dio non ha certo replicato l'esperienza negativa dell'uomo, dovrebbero curare l'unico pianeta che hanno a disposizione ed in cui rischiano di estinguersi . (31.10.!7)

L'Italia e' una Repubblica fondata sul calcio di cui la Juve e' il maggiore esponente con tutta la sua violenta prevaricazione (05.11.17)

La prepotenza della FIAT non ha limiti . (05.11.17)

I mussulmani ci comanderanno senza darci spiegazioni ne' liberta'.(09.11.17)

In Italia mancano i controlli sostanziali . (09.11.17)

Gli alimenti per animali sono senza controllo, probabilmente dannosi,  vengono utilizzati dai proprietari per comodita', come se l'animale fosse un oggetto a cui dedicare il tempo che si vuole, quando si vuole senza alcun rispetto ai loro veri bisogni  alimentari. (20.11.17)

Ho conosciuto l'avv.Guido Rossi e credo che la stampa degli editori suoi clienti lo abbia mitizzato ingiustificatamente . (20.11.17)

L'elicottero di Jaky e' targato I-TAIF. (20.11.17)

La Coop ha le agevolazioni di una cooperativa senza esserlo di fatto in quanto quando come socio ho partecipato alle assemblee per criticare il basso tasso d'interesse dato ai soci sono stato o picchiato o imbavagliato. (20.11.17)

Sono 40 anni che :

1 ) vedo bilanci diversi da quelli che vedo insegnati a scuola, fusioni e scissioni diverse da quelle che vengono richieste in un esame e mi vengono a dire che l'esame di stato da dottore commercilaista e' una cosa seria ?

2) faccio esposti e solo quello sul falso in bilancio della Fiat presentato da Borghezio al Parlamento sia andato avanti ?

 (21.11.17)

La Fornero ha firmato una riforma preparata da altri (MONTI-Europa sono i mandanti) (21.11.17)

Si puo' cambiare il modo di produrre non le fasi di produzione. (21.11,17)

La FIAT-FERRARI-EXOR si sono spostate in Olanda perche' i suoi amministratori abbiano i loro compensi direttamente all'estero . In particolare Marchionne ha la residenza fiscale in Sw (21.11.17)

La prova che e' il femore che si rompe prima della caduta e' che con altre cadute non si sono rotte ossa, (21.11.17)

Carlo DE BENEDETTI un grande finanziere che ha fallito come industriale in quanto nel 1993 aveva il SURFACE con il nome QUADERNO , con Passera non l'ha saputo produrre , ne' vendere ne' capire , ma siluro' i suoi creatori CARENA-FIGINI. (21.11.17)

Quando si dira' basta anche alle bufale finanziarie ? (21.11.17)

Per i consiglieri indipendenti l'indipendenza e' un premio per tutti gli altri e' un costo (11.12.17)

La maturita' del mercato finanziario e' inversamente proporzionale alla sottoscrizione dei bitcoin (18/12/17)

Chi risponde civilmente e penalmente se un'auto o un robot impazziscono ? (18/12/17)

Non e' la FIAT filogovernativa, ma sono i governi che sono filofiat consententogli di non pagare la exit-tax .(08.02.18) inoltre la FIAT secondo me ha fatto più danni all'ITALIA che benefici distruggendo la concorrenza della LANCIA , della Ferrari, che non ha mai capito , e della BUGATTI (13.02.18).

Infatti quando si comincia con il raddoppio del capitale senza capitale si finisce nella scissione

Tesi si laurea sull'assoluzione del sen.Giovanni Agnelli nel 1912 dal reato di agiotaggio : come Giovanni Agnelli da segretario della Fiat ne e' diventato il padrone :

https://1drv.ms/b/s!AlFGwCmLP76phBPq4SNNgwMGrRS4

 

Prima di educare i figli occorre educare i genitori (13.03.18)

Che senso ha credere in un profeta come Maometto che e'un profeta quando e' esistito  Gesu' che e' il figlio di DIO come provato  per ragioni storiche da almeno 4 testi che sono gli evangelisti ? Infatti i mussulmani  declassano Gesu' da figlio di DIO  a profeta perché riconoscono implicitamente l'assurdità' di credere in un profeta rispetto al figlio di DIO. E tutti gli usi mussulmani  rappresentano una palese involuzione sociale basata sulla prevaricazione per esempio sulle donne (19.03/18)

Il valore aggiunto per i consulenti finanziari e' solo per loro (23.03.18)

I medici lavorerebbero gratis ? quante operazioni non sono state fatte a chi non aveva i soldi per pagarle ? (26.03.18 )

lo sfregio delle auto di stato ibride con il motore acceso, deve finire con il loro passaggio alla polizia  con i loro autisti (19.03.18)

Se non si tassa il lavoro dei robot e' per la mancata autonomia in termini di liberta' di scelta e movimento e responsabilita' penale personale . Per cui le auto a guida autonoma diventano auto-killer. (26.04.18)

Quanto poco conti l'istruzione per l'Italia e' dimostrato dalla scelta DEI MINISTRI GELMINI FEDELI sono esempi drammatici anche se valorizzati dalla FONDAZIONE AGNELLI. (26.04.18) (27.08.18).

Credo che la lotta alla corruzione rappresenti sempre di piu' un fattore di coesione internazionale perche' anche i poteri forti si sono stufati di pagare tangenti (27/04/2018).

Non riusciamo neppure piu' a produrre la frutta ad alto valore aggiunto come i mirtilli....(27/04/2018)

Abbiamo un capitalismo sempre piu' egoista fatto da managers che pensano solo ad arraffare soldi pensando che il successo sia solo merito loro invece che di Dio e degli operai (27.04.18)

Le imprese dell'acqua e delle telecomunicazioni scaricano le loro inefficienze sull'utente (29.05.18)

Nel 2004 Umberto Agnelli, come presidente della FIAT,  chiese a Boschetti come amministratore delegato della FIAT AUTO di affidarmi lo sviluppo della nuova Stilo a cui chiesi di affiancare lo sviluppo anche del marchio ABARTH , 500 , A112, 127 . Chiesi a Montezemolo , come presidente Ferrari se mi lasciava utilizzare il prototipo di Giugiaro della Kubang che avrebbe dovuto  essere costruito con ALFA ROMEO per realizzare la nuova Stilo . Mi disse di si perche' non aveva i soldi per svilupparlo. Ma Morchio, amministratore delegato della FIAT, disse che non era accettabile che uno della Telecom si occupasse di auto in Fiat perche' non ce ne era bisogno. Peccato che la FIAT aveva fatto il 128 che si incendiava perche' gli ingegneri FIAT non avevano previsto una fascetta che stringesse il tubo della benzina all'ugello del carburatore. Infatti pochi mesi dopo MORCHIO  venne licenziato da Gabetti ed al suo posto arrivo' Marchionne a cui rifeci la proposta. Mi disse di aspettare una risposta entro 1 mese. Sono passati 14 anni ma nessuna risposta mi e' mai stata data da Marchionne, nel frattempo la Fiat-Lancia sono morte definitivamente il 01.06.18, e la Nissan Qashai venne presentata nel 2006 e rilancia la Nissan. Infatti dal 2004 ad oggi RENAULT-NISSAN sono diventati i primi produttori al mondo. FIAT-FCA NO ! Grazie a Marchionnne nonostante abbia copiato il suo piano industriale dal mio libro . Le auto Fiat dell'era CANTARELLA bruciavano le teste per raffredamento insufficente. Quella dell'era Marchionne hanno bruciato la Fiat. Il risultato del lavoro di MARCHIONNE e' la trasformazione del prodotto auto in prodotto finanziario, per cui le auto sono diventate tutte uguali e standardizzate. Ho trovato e trovo , NEI MIEI CONFRONTI, molta PREPOTENZA cattiveria ed incompetenza in FIAT. (19.12.18)

(   vedi :  https://1drv.ms/w/s!AlFGwCmLP76pg3LqWzaM8pmCWS9j ).

La differenza fra ROMITI MARCHIONNE e' che se uno la pensava diversamente da loro Romiti lo ascoltava, Marchionne lo cacciava anche se gli avesse detto che aumentando la pressione dei pneumatici si sarebbero ridotti i consumi.

FATTI NON PAROLE E FUMO BORSISTICO ! ALFA ROMEO 166 un successo nonostante i pochi mezzi utilizzati ma una richiesta mia precisa e condivisa da FIAT : GUIDA DIRETTA.  Che Marchionne non ha apprezzato come un attila che ha distrutto la storia automoblistica italiana su mandato di GIANLUIGI GABETTI (04.06.18).

Piero ANGELA : un disinformatore scientifico moderno in buona fede  su auto elettrica. auto killer ed inceneritore  (29.07.18)

Puoi anche prendere il potere ma se non lo sai gestire lo perdi come se non lo avessi mai avuto (01.08.18)

Ho provato la BMW i8 ed ho capito che la Ferrari e le sue concorrenti sono obsolete ! (20.08.18)

LA Philip Morris ha molti clienti e soci morti tra cui Marchionne che il 9 maggio scorso, aveva comprato un pacchetto di azioni per una spesa di 180mila dollari. Briciole, per uno dei manager più ricchi dell’industria automotive (ha un patrimonio stimato tra i 6-700 milioni di franchi svizzeri, cifra che lo fa rientrare tra i 300 elvetici più benestanti).E’ stato, però, anche l’ultimo “filing” depositato dal manager alla Sec, sul cui sito da sabato pomeriggio è impossible accedere al profilo del manager italo-canadese e a tutte le sue operazioni finanziarie rilevanti. Ed era anche un socio: 67mila azioni detenute per un investimento di 5,67 milioni di dollari (alla chiusura di Wall Street di venerdì 20 luglio 2018 ). E PROSSIMAMENTE  un'uomo Philip Morris uccidera' anche la FERRARI .   (20.08.18) (25.08.18)

verbali assemblee italiane azionisti EXOR :

https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pg3Y3JmiDAW4z2DWx

verbali assemblee italiane azionisti FIAT :

https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76phApzYBZTNpkGlRkq

 

Prodi e' il peccato originale dell'economia italiana dal 1987 (regalo dell'ALFA ROMEO alla FIAT) ad oggi (25.08.18)

L'indipendenza della Magistratura e' un concetto teorico contraddetto dalle correnti anche politiche espresse nelle lottizzazioni delle associazioni magistrati che potrebbe influenzarne i comportamenti. (27.08.18)

Ho sempre vissuto solo con oppositori irresponsabili privi di osservazioni costruttive ed oggettive. (28.08.18)

Buono e cattivo fuori dalla scuola hanno un significato diverso e molto piu' grave perche' un uomo cattivo o buono possono fare il bene o il male con consaprvolezza che i bambini non hanno (20.10.18) 

Ma la TAV serve ai cittadini che la dovrebbero usare o a chi la costruisce con i nostri soldi ? PERCHE' ?

Un ruolo presidenziale divergente da quello di governo potrebbe porre le premesse per una Repubblica Presidenziale (11.11.2018)

La storia occorre vederla nella sua interezza la marcia dei 40.000 della Fiat come e' finita ? Con 40.000 licenziamenti e la Fiat in Olanda ! (19.11.18)

I SITAV dopo la marcia a Torino faranno quella su ROMA con costi doppi rispetto a quella francese sullo stesso percorso ? (09.12.18)

La storia politica di Fassino e' fatta dall'invito al voto positivo per la raduzione dei diritti dei lavoratori di Mirafiori. Si e' visto il risultato della lungimiranza di Fassino , (18.12.18)

Perche' sono investimenti usare risorse per spostare le pietre e rimetterle a posto per giustificare i salari e non lo sono il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni ? perche' gli 80 euro a chi lavora di Renzi vanno bene ed i 780 euro di Di Maio a chi non lavora ed e' in pensione non vanno bene ? (27.12.18)

Le auto si dividono in auto mozzarella che scadono ed auto vino che invecchiando aumentano di valore (28.12.18)

Fumare non e' un diritto ma un atto contro la propria salute ed i doveri verso la propria famiglia che dovrebbe avere come conseguenza la revoca dell'assistenza sanitaria nazionale ad personam (29.12.18)

Questo mondo e troppo cattivo per interessare altri esseri viventi (10.01.19)

Le ONG non hanno altro da fare che il taxi del mare in associazione per deliquere degli scafisti ? (11.02.19)

La giunta FASSINO era inutile, quella APPENDINO e' dannosa (12.07.19)

Quello che l'Appendino chiama freno a mano tirato e' la DEMOCRAZIA .(18.07.19)

La spesa pubblica finanzia le tangenti e quella sullo spazio le spese militari  (19.07.19)

AMAZON e FACEBOOK di fatto svolgono un controllo dei siti e forse delle persone per il Governo Americano ?

(09.08.19)

LA GRANDE MORIA DI STARTUP e causato dal mancato abbinamento con realta' solide (10.08.!9)

Il computer nella progettazione automobilistica ha tolto la personalizzazione ed innovazione. (17.08.19)

L' uomo deve gestire i computer non viceversa, per aumentare le sue potenzialita' non annullarle  (18.08.19)

LA FIAT a Torino ha fatto il babypaking a Mirafiori UNO DEI POSTI PIU' INQUINATI DI TORINO ! Non so se Jaky lo sappia , ma il suo isolamento non gli permette certo di saperlo ! (13.09.19)

Non potro' mai essere un buon politico perche' cerco di essere un passo avanti mentre il politico deve stare un passo indietro rispetto al presente. (04.10.19)

L'arretratezza produttiva dell'industria automobilistica e' dimostrata dal fatto che da anni non hanno mai risolto la reversibilità dei comandi di guida a dx.sx, che costa molto (09.10.19)

IL CSM tutela i Magistrati dalla legge o dai cittadini visti i casi di Edoardo AGNELLI  e Davide Rossi ? (10.10.19).

Le notizie false servono per fare sorgere il dubbio su quelle vere discreditandole (12.10.19)

L'illusione startup brucia liquidita' per progetti che hanno poco mercato. sottraendoli all'occupazione ed illude gli investitori di trovare delle scorciatoie al alto valore aggiunto (15.10.19)

Gli esseri umani soffrono spesso e volentieri della sindrome del camionista: ti senti piu' importante perche' sei in alto , ma prima o poi dovrai scendere e cedere il posto ad altri perche' nessun posto rimane libero (18.10.19)

Non e' logico che l'industria automobilistica invece di investire nelle propulsione ad emissione 0 lo faccia sulle auto a guida autonoma che brucia posti di lavoro. (22.10.19)

L'intelligenza artificiale non esiste perche' non e' creativa ma applicativa quindi rischia di essere uno strumento in mano ai dittatori, attraverso la massificazione pilotata delle idee, che da la sensazione di poter pensare ad una macchina al nostro posto per il bene nostro e per farci diventare deficienti come molti percorsi dei navigatori  (24.11.19)

Quando ci fanno domande per sapere la nostra opinione di consumatori ma sono interessati solo ai commenti positivi , fanno poco per migliorare (25.11.19)

La prova che la qualità della vita sta peggiorando e' che una volta la cessione del 5^ si faceva per evitare i pignoramenti , oggi lo si fa per vivere (27.11.19)

Per combattere l'evasione fiscale basta aumentare l'assistenza nella pre-compilazione e nel pagamento (29.11.19)

La famiglia e' come una barca che quando sbaglia rotta porta a sbattere tutti quanti (25.12.19)

Le tasse sull'inquinamento verranno scaricate sui consumatori , ma a chi governa e sa non importa (25.12.19)

Il calcio e l'oppio dei popoli (25.12.19)

La religione nasce come richiesta di aiuto da parte dei popoli , viene trasformata in un tentativo di strumento di controllo dei popoli (03.01.20)

L'auto a guida autonoma e' un diversivo per vendere auto vecchie ed inquinanoroti , ed il mercato l'ha capito (03.01.20)ttadini

Il vero potere della burocrazia e' quello di creare dei problemi ai cittadini anche se il cittadino paga i dipendente pubblico per risolvere dei problemi non per crearli.  Se per denunciare questi problemi vai fuori dal coro deve essere annientato. Per cui burocrazia=tangente (03.01.20)

Gli immigrati tengono fortemente alla loro etnina a cui non rinunciano , piu' saranno forti le etnie piu' queste  divideranno l'Italia sovrastando gli italiani imponendoci il modello africano . La mafia nigeriana e' solo un esempio. (05.01.20)

La sinistra e la lotta alla fame nel mondo sono chimere prima di tutto per chi ci deve credere come ragione di vita (07.01.20)

Credo di avere la risposta alla domanda cosa avrebbe fatto Eva se Adamo avesse detto di no a mangiare la mela ?  Si sarebbe arrabbiata. Anche oggi se non fai quello che vogliono le donne si mettono contro cercando di danneggiarti. (07.01.20)

Le sardine rappresenta l'evoluzione del buonismo Democristiano  e la sintesi fra Prodi e Renzi,  fuori fa ogni logica e senza una proposta concreta  (08.01.20)

Un cavallo di razza corre spontaneamente e nessuno puo' fermarlo. (09.01.20)

PD e M5S 2 stampelle non fanno neppure una gamba sana (22.01.20)

non riconoscere i propri errori significa sbagliare per sempre (12.04.20)

la vera ricchezza dei ricchi sono i figli dei poveri, una lotteria che pagano tutta la loro vita i figli ai genitori che credono di non avere nulla da perdere  ! (03.11.21)

GLI YESMEN SERVONO PER CONSENTIRE IL MANTENIMENTO E LO SVILUPPO E L'OCCULTAMENTO DEGLI INTERESSI OCCULTI DEL CAPITALISMO DISTRUTTIVO. (22.04.22)

DALL'INTOLLERANZA NASCE LA GUERRA (30.06.22)

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere  .Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

  28. SE LE FORZE DELL'ORDINE INTERVENISSERO DI PIU'PER CAUSE APPARENTEMENTE BANALI CI SAREBBE MENO CONTENZIOSO: CHIAMATO IL 117  PER UN PROBLEMA BANALE MI HA RISPOSTO : GLI FACCIA CAUSA ! (02.04.17)

  29. GRAN PARTE DEI PROFESSORI UNIVERSITARI SONO TRA LE MENTI PIU' FRAGILI ED ARROGANTI , NON ACCETTANO IL CONFRONTO E SI SENTONO SPIAZZATI DIVENTANO ISTERICI ( DOPO INCONTRO CON MARIO DEAGLIO E PIETRO TERNA) (28.02.17)

  30. Spesso chi compera auto FIAT lo fa solo per gratificarsi con un'auto nuova, e basta (04.11.16)

  31. Gli immigrati per protesta nei centri di assistenza li bruciano e noi dobbiamo ricostruirglieli  affinché  li redistruggono? (18.10.20)

  32. Abbiamo più rispetto per le cose che per le persone .29.08.21

     

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

IL TRIBUNALE DI  TORINO E LA CONSOB NON MI GARANTISCONO LA TUTELA DEL'ART.47 DELLA COSTITUZIONE

Oggi si e' tenuta l'assemblea degli azionisti Seat tante bugie dagli amministratori, i revisori ed il collegio sindacale, tanto per la Consob ed il Tribunale di Torino i miei diritti come azionista di minoranza non sono da salvaguardare e la digos mi puo' impedire il voto come e quando vuole, basta leggere la sentenza SENT.FIAT Mb

 

Tweet to @marcobava

08.03.16

 

TEMI STORICI :

 

VIDEO DELLA TRASMISSIONE TV
Storie italiane
Puntata del 19/11/2019

SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI

https://www.raiplay.it/video/2019/11/storie-italiane-504278c4-8e8c-4b79-becc-87d5c7a67be6.html

 

10° Convegno
 
La grafopatologia in ambito giudiziario
L’applicazione della grafologia in criminologia, nelle malattie neurologiche e psichiatriche nel contesto giudiziario
 
Roma, 7 Dicembre 2019
 
Auditorium Facoltà Teologica “S. Bonaventura”
Via del Serafico 1 - Roma

 
alle ore 17,50
 
Vincenzo Tarantino
Gino Saladini
 
Elio Carlos Tarantino Mendoza Garofani
Grafologo giudiziario, esperto in fotografia forenseGiornalista, Criminologo
 
Il “suicidio” di Edoardo Agnelli: aspetti medico-legali criminologici e grafopatologici.

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

 PERCHE' TORINO HA PAURA DI CONOSCERE LA VERITA' SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI ?

Il prof.Mario DE AGLIO alcuni anni fa scrisse un articolo citando il "suicidio" di EDOARDO AGNELLI.  Gli feci presente che dai documenti ufficiali in mio possesso il suicidio sarebbe stato incredibile offrendogli di esaminare tali documenti. Quando le feci lui disconobbe in un modo nervoso ed ingiustificato : era l'intero fascicolo delle indagini.

A Torino molti hanno avuto la stessa reazione senza aver visto ciò che ha visto Mario DE AGLIO ma gli altri non parlano del "suicidio" di Edoardo AGNELLI ma semplicemente della suo morte.

Mb

02.04.17

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 
NON DIMENTICARE CHE:

Le informazioni contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.

Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

SITI SOCIETARI

 

Ø     http://www.aedesgroup.com

Ø     http://www.bancaprofilo.it

Ø     http://www.ngpspa.com

Ø     http://www.centralelatte.torino.it

Ø     http://www.a2a.eu

Ø     https://www.enelgreenpower.com

Ø     http://www.gabettigroup.com

Ø     http://www.mef.it/it/index.html montefibre

Ø     http://www.gruppozucchi.com

M&C SITO :  http://www.mecinv.com/

 

 

La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

Ufficio relazioni esterne Coldiretti

 

 

www.taxjustice.net ; www.fanpage.it

www.ecobiocontrol.bio

www.andreagiacobino.com

Tu compri, noi doniamo.
Ad ogni tuo acquisto online doneremo alla noprofit che ami
Iscriviti

www.helpfreely.org/it

 

 

http://www.matrasport.dk/Cars/Avantime/avantime-index.html

 

 

Auto e Moto d’Epoca 2013

 

- Nuovo sistema tutela auto e moto d'epoca;
- 
Veicoli d'interesse storico, la fiscalità e il redditometro;
- 
Norme per la circolazione dei veicoli storici;
- 
Veicoli d'interesse storico e collezionistico: circolazione e fiscalità 

 

 

 

http://delittodiusura.blogspot.it/2011/12/rete-antiusura-onlus.html

http://www.vitalowcost.it

http://www.terzasettimana.org

 www.attactorino.org SITO SOCIALE TORINESE

 

 

 

 http://www.giurisprudenzadelleimprese.it/

 

http://www.avvocatitelematici.to.it/

 

http://www.uibm.gov.it/

 

http://www.obiettivonews.it/

 

http://www.penalecontemporaneo.it

 

http://controsservatoriovalsusa.org/

 

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/price-sensitive/home.html?lang=it

 

http://www.societaquotate.com/

 

 

 

http://smarthyworld.com/renault.html

http://www.turbo.fr/renault/renault-avantime/photos-auto/

http://avantimeitalia.forumattivo.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/PSA_ES_e_Renault_L7X

http://www.avantime-club.eu/

http://www.centropestelli.it/  scuola di giornalismo torinese

www.foia.it x la trasparenza

http://www.lingottoierieoggi.com la storia del lingotto

www.ipetitions.com PETIZIONI

http://www.casa.governo.it GUIDA AGEVOLAZIONI CASA

http://www.comune.torino.it/ambiente/bm~doc/report-siti-procedimenti-di-bonifica_informambiente.pdf AREE EX SITI INDUSTRIALI TORINESI DA BONIFICARE

 

 

www.siope.it

 www.rinaflow.it

 

http://news.centrodiascolto.it

http://motori.corriere.it/prezzi-auto/

http://europa.eu/epso/index_it.htm

http://www.lavoro24.ilsole24ore.com/

http://www.huffingtonpost.it/

http://oggiespatrio.it/

http://www.renaultavantime.com/

http://www.solodownload.it/

http://it.miniradioplayer.net/

www.wefightcensorship.org

http://offertesottocosto.blogspot.it/

http://www.dinoferrari.altervista.org/homepage.htm

http://www.pergliavvocati.it/

 

http://www.opzionezero.org/

 

http://www.frontisgovernance.com/index.php?lang=it

 

 

 

 

http://www.maquantospendi.it/ rimborsi parlamentari M5S

 

 

 

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 06/10/2022 00.17.21

 

Controlla se scrivo bufale su https://www.poynter.org/

CONTROLLO SICUREZZA EMAIL : https://haveibeenpwned.com/

 

POTETE 

SCARICARE

 

LE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI

BOSSI PRODI DE BENEDETI GIANNI AGNELLI SCALFARI 1 SCALFARI 2 PANELLA GIANNI AGNELLI 2

ORIGINALI CUSTODITI DALLA BIBLIOTECA DI SETTIMO TORINESE  LETTERA SETT.T

SE VUOI AVERE UNA COPIA  DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI  :

 https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pgSdXDIwzmDgGSLkE

 

COMODATO EA COMODATO D'USO DI VILLA SOLE DOVE VIVEVA EDOARDO AGNELLI

DOCUMENTi SULLA DICEMBRE SOCIETA' SEMPLICE CHE CONTROLLA STELLANTIS

DICEMBRE 2021

DICEMBRE 1984

 

il mio libro sui Piani INDUSTRIALI

Libro Mb

LA MIA TESI DI LAUREA IN GIURISPRUDENZA SUL PROCESSO AL SENATORE AGNELLI  PER AGIOTAGGIO

CON SENTENZA NEL 1912

TESI SEN AGNELLI

 

VEDETE  COME LAVORA UIBM

CACAO&MIELE\7228-REG-1547819845775-rapp di ricerca.pdf

 

ESCLUSIONE COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE , COME AZIONISTA ATLANTIA, NEL PROCESSO A CARICO DI CASTELLUCCI PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI

COST PONTE M

 

 

LA CHIMERA MANGIA-SOLDI DELLA FUSIONE NUCLEARE    FUSIONE NUCLEARE    QUANTE RINNOVABILI SI POSSONO FARE ? IL CNR SPENDE PIU' PER IL FINTO NUCLEARE CHE PER LA BANCA DEL SEME AGRICOLO.

IL FUTURO H2 CHE NON SI VUOLE VEDERE

E' ASSURDO CONTINUARE A PENSARE DI GESTIRE A COSTI BASSI ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSI LA FUSIONE NUCLEARE QUANDO ESISTONO ENERGIE RINNOVABILI MOLTO più CONTROLLABILI ED EFFICIENTI A COSTI più BASSI, COME DIMOSTRA IL : https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_3131

 

   INFETT VIRUS  DIO UOMINI      IL DOPPIO SACRILEGIO DELLA BESTEMMIA     BESTEMMIA

   RICETTA LIEVITO MADRE LIEVITO MADRE

RICAMBIO POLITICO BLOCCATO BLOCCO   ROMA  MELONI    INTERNI

 

 

 

06.10.22
  1. DIFFICILE STARNE FUORI, MA NECESARIO E VITALE :   La decisione del Cremlino di annettersi illegalmente le zone occupate dell'Ucraina ha provocato una nuova impennata delle tensioni internazionali. Ora il Times lancia l'allarme e denuncia la possibilità di «un test nucleare alla frontiera dell'Ucraina»: un'eventualità inquietante, che però Mosca respinge. «Si ritiene - scrive il quotidiano britannico - che la Nato abbia avvertito i suoi membri» che Putin potrebbe essere «disposto a dimostrare la sua prontezza a usare armi di distruzione di massa con un test nucleare ai confini dell'Ucraina». Secondo il giornale di Londra, «una fonte di alto livello della Difesa» pensa che una «dimostrazione» di questo tipo «potrebbe avvenire nel Mar Nero», ma «non è impossibile» che il presidente russo possa usare un'arma nucleare tattica proprio in Ucraina, dove le sue truppe ultimamente stanno perdendo terreno.
    Il Cremlino però smentisce: dice di non avere «alcun desiderio di partecipare» alla «retorica nucleare» di «media, politici e capi di Stato occidentali». E anche fonti occidentali invitano alla cautela. «Non abbiamo visto alcun cambiamento nella posizione nucleare della Russia, ma la Nato e gli alleati rimangono vigili», ha detto alla Reuters un funzionario dell'alleanza, mentre la stessa Casa Bianca afferma di non vedere segnali di un imminente attacco nucleare russo. I timori comunque restano, soprattutto dopo le minacce di Putin dei giorni scorsi di poter ricorrere alle armi atomiche per «difendere la Russia». «Gli esperti concordano soltanto sul fatto che il rischio di impiego di armi nucleari oggi è basso, anche se non è pari a zero», scrive la testata indipendente Meduza.
    Il Times riporta anche le voci - da prendere con cautela - di «un treno gestito da una divisione nucleare segreta» che sarebbe «in movimento verso l'Ucraina». L'analista Konrad Muzyka sostiene che l'unità sarebbe legata al 12° direttorato del ministero della Difesa russo, «responsabile delle munizioni nucleari, del loro stoccaggio e della manutenzione», ma - secondo il Moscow Times - l'esperto afferma che il video online che riprenderebbe il treno militare non mostri i segni della preparazione di «un lancio nucleare». Dati recenti indicavano comunque il treno nei pressi di Mosca, a centinaia di chilometri dal confine con l'Ucraina. In Ucraina le cose non stanno andando bene per l'esercito russo. I soldati ucraini sembrano avanzare a Sud e a Est riconquistando alcuni dei territori occupati dalle truppe di Mosca: gli stessi territori che la Russia considera adesso propri dopo un referendum farsa e la conseguente ufficializzazione dell'annessione illegale in una cerimonia in pompa magna al Cremlino. Con l'annessione, Putin ha cambiato le carte in tavola e si è messo nella condizione di poter dipingere le controffensive ucraine come attacchi al territorio russo. La dottrina nucleare russa prevede il ricorso alle armi atomiche nel caso di «un'aggressione» contro la Russia «con armi convenzionali quando è minacciata l'esistenza stessa dello Stato». Ma in questo contesto di tensioni c'è chi teme che la situazione sfugga di mano. Putin «sta bluffando in questo momento», dice l'analista militare Yuri Fyodorov alla Reuters. «Ma è difficile dire cosa succederà tra una settimana o tra un mese, quando capirà che la guerra è persa».
    Il New York Times comunque afferma che gli esperti dubitano dell'utilità di usare armi nucleari tattiche sul campo di battaglia e sottolinea che una mossa del genere potrebbe isolare ancora di più Mosca a livello internazionale. Anche se meno potenti delle bombe atomiche più grandi, queste armi sono comunque micidiali e devastanti: dei mostri capaci di uccidere migliaia di persone e di rendere inabitabile un'area per anni e anni.
  2. GLI ALLEATI DI PUTIN SI ACCREDITANO : Missili e fiamme. Giornata di tensioni in Asia orientale, iniziata con gli allarmi aerei in Giappone per il sorvolo di un missile balistico lanciato dalla Corea del Nord e conclusa col giallo di una possibile esplosione in una base militare in Corea del Sud. E la parte peggiore è che potrebbe essere solo l'antipasto, con Pyongyang che si starebbe preparando al primo test nucleare dopo 5 anni. Secondo fonti di intelligence di Seul, il test potrebbe avvenire a cavallo tra il XX Congresso del Partito comunista cinese (al via il 16 ottobre) e il Midterm Usa dell'8 novembre. Mossa che rischierebbe di destabilizzare l'intera regione, già in allarme per le tensioni sullo Stretto di Taiwan. A preoccupare ulteriormente la nuova dottrina nucleare approvata da Kim Jong-un che consente attacchi preventivi in caso di minaccia alla sicurezza.
    Ma andiamo con ordine. Alle 7,29 del mattino locali è suonato il sistema di allarme missilistico J-Alert nelle prefetture di Hokkaido e Aomori, così come (per errore, causando diverse polemiche) alle isole Izu e Ogasawara. Ai cittadini è stato intimato di uscire dagli edifici e cercare un riparo sotterraneo, mentre sono stati temporaneamente sospesi i servizi ferroviari. I cieli giapponesi sono stati solcati da un missile balistico a raggio intermedio della Corea del Nord: lo Hwasong-12 ha percorso circa 4600 chilometri in 22 minuti, raggiungendo una velocità massima di Mach 17 prima di inabissarsi nell'oceano Pacifico al di là delle acque giapponesi.
    La traiettoria è molto più alta di quella percorsa dagli aerei e la popolazione non ha corso rischi ma l'episodio è rilevante. È il settimo missile nordcoreano a sorvolare il Giappone, il primo dal settembre 2017. Si tratta del test missilistico con la gittata più lunga di sempre: segnale che Pyongyang sta ammodernando l'arsenale: potenzialmente avrebbe potuto colpire il territorio statunitense di Guam. Soprattutto è il 23esimo lancio del 2022 e il quinto negli ultimi 10 giorni. Un record da quando Kim è al potere: nel 2020 e 2021 i test erano stati 4 e 8.
    Se dopo i lanci precedenti la risposta era stata piuttosto blanda, stavolta Usa e Corea del Sud hanno condotto «bombardamenti di precisione» nel Mar Giallo, mentre jet da combattimento americani e giapponesi hanno svolto manovre congiunte sul Mar del Giappone. Joe Biden ha parlato col premier Fumio Kishida preannunciando il coordinamento trilaterale con Seul per «una risposta immediata e a lungo termine». La Cina non ha condannato il lancio, limitandosi ad auspicare che le tensioni si possano risolvere col dialogo. Ma ieri il Nord ha chiuso la linea di dialogo col Sud, che solitamente prevede brevi contatti quotidiani.
    La Corea del Nord aumenta le provocazioni per lanciare segnali in direzione di Seul, Tokyo e Washington. Era già avvenuto nel 2017. Allora i test nucleari avevano portato al dialogo (poi naufragato) con Donald Trump. Oggi la situazione è diversa. Usa e Cina, attore fondamentale per qualsiasi ipotesi di distensione con Pyongyang, sono ai ferri corti. In Corea del Sud non c'è più il dialogante Moon Jae-in ma Yoon Suk-yeol, fautore di una linea più dura col regime. In meno di due mesi, sono state alla zona demilitarizzata lungo il confine sia Nancy Pelosi sia la vicepresidente Kamala Harris. Il 23 settembre una portaerei Usa ha fatto scalo in Corea del Sud per la prima volta dal 2018. Dopo diversi anni si sono svolte esercitazioni congiunte Usa-Seul-Tokyo, a coronamento del disgelo tra i due Paesi asiatici in funzione anti Pyongyang. Kim risponde allineandosi sempre più alla Russia. Proprio ieri il ministero degli Esteri nordcoreano ha espresso sostegno all'annessione russa dei territori ucraini in cui si sono svolti i referendum.
    Quando a Seul era già la tarda notte tra martedì e mercoledì, si sono aggiunte nuove tensioni col video circolato sui social di una presunta esplosione nell'area della base dell'aeronautica di Gangneung, la più vicina al confine. Secondo le prime indiscrezioni si sarebbe trattato di un incidente durante un test militare dell'esercito sudcoreano.

 

 

05.10.22
  1. ABBIAMO EVITATO , FINORA IL RICATTO DI PUTIN CLONE DI HITLR.  MA PERCHE'  STIAMO PERMETTENDO CHE PUTIN LANCI UNA BOMBA NUCLEARE SU KIEV ?    Bomba o non bomba? Nelle analisi e interviste della maggior parte degli esperti russi - sia dei fedelissimi al Cremlino che dell'opposizione - si parla del ricorso alle atomiche come di una probabilità ormai quasi scontata, dove la domanda è più "quando" che "come", e quasi tutte le interviste e gli streaming su YouTube hanno nel titolo "attacco nucleare".
    Da quando Vladimir Putin ha minacciato di ricorrere alle atomiche contro l'Ucraina, ribadendo che «non è un bluff», ha smesso di essere un tabù, e l'ex presidente Dmitry Medvedev promette una «bomba nucleare tattica», mentre il leader della Cecenia Ramzan Kadyrov chiede una offensiva che includa «armi nucleari a bassa carica». Una uscita che però ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha liquidato come «molto emotiva», ricordando che «il ricorso della Russia alle armi nucleari è possibile sono in base alla dottrina vigente».
    Un monito che però più che smentire la prospettiva atomica sembra voler richiamare all'ordine gerarchico il leader ceceno, che aveva già messo in difficoltà il Cremlino con dichiarazioni spavalde come quella di bombardare la Polonia. La dottrina nucleare cui fa riferimento Peskov, oltre a essere piuttosto elastica - autorizza infatti il ricorso alle atomiche in caso di una non meglio precisata «minaccia all'esistenza dello Stato» - viene prodotta e firmata dal presidente. La fiducia verso Peskov, soprattutto dopo la sua decisa smentita della mobilitazione dei riservisti, pochi giorni prima che venisse annunciata da Putin, è pari più o meno a zero e la sua frase segnala nel migliore dei casi uno scontro interno al regime. Kadyrov infatti ha attaccato violentemente i generali russi che continuano a perdere territori ucraini appena "annessi" da Putin, invitando a mandarli in trincea come soldati semplici. Un attacco appoggiato subito anche da Evgeny Prigozhin, il "cuoco di Putin" che sta girando le carceri russe per reclutare detenuti per il suo esercito di mercenari Wagner.
    La presa di posizione di due uomini che si vantano di avere una posizione privilegiata nel cuore di Putin, e che dispongono ciascuno di un'armata privata molto più efficiente dell'esercito regolare russo, ha innescato uno scontro tra le varie fazioni del Cremlino: propagandisti, militari, funzionari civili della presidenza, servizi segreti, impegnati a scaricarsi la colpa. Il politologo Abbas Galyamov ricorda che storicamente i generali incolpano sempre i politici. Scaricando la colpa invece sui militari, Kadyrov offre una via d'uscita anche a governatori e amministratori regionali costretti a fronteggiare il prima linea lo scontento popolare per l'arruolamento forzato, e l'analista filoputiniano Sergey Markov dice che il leader ceceno è ormai «il politico più popolare dopo Putin». I militari rispondono che Kadyrov «comanda le truppe dal suo divano via Tik-Tok», ma l'esperto militare Yuri Fyodorov ricorda dalle pagine di Novaya Gazeta che «il vero responsabile della sconfitta è il colonello Putin», che ha impedito alle truppe russe accerchiate di ritirarsi nell'idea che la forza di volontà possa sostituire la mancanza di uomini, armi e strategie.
    Motivo per il quale il politologo Vladimir Pastukhov considera il ricorso all'atomica quasi inevitabile, per tentare di salvare il regime quasi monarchico di Putin. Dopo il discorso pieno di «mania di grandezza mista a mania di persecuzione» l'Occidente non considera più Putin «un interlocutore capace di compromesso», e Volodymyr Zelensky ha formulato chiaramente il messaggio che frulla nelle teste di molti: Kyiv negozierà «soltanto con il prossimo presidente della Russia».
    Diversi commentatori parlano ormai esplicitamente di un presidente «irrazionale», che quindi rischia di non reagire agli avvertimenti più che espliciti sulle conseguenze di un attacco nucleare, inviati da Washington (e da Pechino) per vie ufficiali e non. Che a questo punto avrebbero come destinatario non tanto Putin quanto quella classe dirigente che con espressione impietrita ha ascoltato al Cremlino le sue dissertazioni sui "satanisti" e i "gender" occidentali che vogliono distruggere la Santa Rus'.
    Secondo Fyodorov, per ora la minaccia nucleare di Putin è un bluff (altrimenti non specificherebbe che non lo è). Ma la logica della guerra persa lo porterà prima o poi a schiacciare il bottone. A meno che qualcuno - i generali arrabbiati, gli oligarchi disperati, i ceceni ambiziosi - non lo fermi prima. Pastukhov teme che il vertice putiniano sia ormai più simile a una «setta escatologica», ma segnali piccoli e grandi di dissenso vengono lanciati perfino da fedelissimi come Nikolay Patrushev, il potente capo del Consiglio di sicurezza che ha smentito l'affermazione di Putin sui non meglio identificati "anglosassoni" che avrebbero fatto saltare i gasdotti Nord Stream. E Andrey Pyontkovsky - matematico e analista che aveva studiato i modelli di una guerra nucleare già negli Anni 70 - afferma che la chiamata alle armi, che ha spezzato il patto sociale di obbedienza passiva che i russi avevano stretto con Putin, ha scatenato una tale paura e odio da regalare a qualunque suo successore una popolarità e una legittimità insperate. A condizione che fermi la guerra. —

 

04.10.22
  1. FINALMENTE :   Per la prima volta dall'inizio della guerra papa Francesco manda una richiesta forte, chiara e «fiduciosa» a Kiev: Volodymyr Zelensky sia «aperto a serie proposte di pace». E per la prima volta, rinnovando l'appello a Mosca, implora direttamente Vladimir Putin, con l'appellativo di «Presidente della Federazione Russa»: fermi «la spirale di morte». Il Pontefice chiama in causa i due leader e li esorta al senso di responsabilità e ai negoziati, che devono rispettare «sovranità e integrità territoriale». E mette in guardia dal rischio più grande che stanno correndo gli esseri umani: «Un'escalation nucleare con conseguenze globali incontrollabili».
    Il Vescovo di Roma, «preoccupato» per l'incubo atomico - «è assurdo» - e la crisi militare, dedica l'intero Angelus (come scelse di fare solo per la Siria nel 2013) al più forte monito dall'inizio delle ostilità nell'est Europa, con cui invoca il cessate il fuoco, «in nome di Dio». Francesco alza il livello di intervento diplomatico, richiamando i potenti del campo di battaglia alle rispettive responsabilità.
    Jorge Mario Bergoglio, affacciato alla finestra su piazza San Pietro, denuncia che «l'andamento della guerra è diventato grave e devastante, questa terribile e inconcepibile ferita dell'umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi». Affliggono il Pontefice «i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi». Lo addolorano le migliaia di vittime, «in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni, che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori».
    Certe azioni «non possono mai essere giustificate, mai! – esclama – È angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell'Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili». Il Papa deplora e condanna le annessioni da parte di Mosca dei territori ucraini sulla base dei referendum-farsa: «La grave situazione creatasi negli ultimi giorni, con ulteriori azioni contrarie ai principi del diritto internazionale, aumenta» il pericolo di esiti «catastrofici a livello mondiale».
    Per Francesco è urgente che «tacciano le armi» e si cerchino le condizioni per avviare un dialogo capace di «condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili». Perciò dopo mesi di violenze, «si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati, per far finire questa immane tragedia»
  2. GLI IDROGENATORI POSSONO RISOLVERE RAPIDAMENTE LA CRISI ENERGETICA: Si apre sempre di più la forbice tra prezzi (trainati dal caro-energia) e salari, secondo le previsioni del governo Draghi contenute nella Nota di aggiornamento al Def. Nonostante l'inflazione al galoppo, arrivata a settembre a sfiorare il 9%, le retribuzioni restano infatti al palo e un primo recupero del potere d'acquisto avverrà «solo a partire dal 2024», quando la pressione dei costi energetici potrebbe ridursi. In un approfondimento della Nadef, viene previsto per le retribuzioni del settore privato un aumento dell'1,8% quest'anno, del 2,9% nel 2023 e del 2,5% nel 2024, ben al di sotto del tasso di inflazione. Anche se il confronto non va fatto proprio con l'indice dei prezzi al consumo che l'Istat pubblica mese per mese, il divario c'è ed è comunque forte. In base alla riforma degli accordi contrattuali del 2009, a costituire il punto di riferimento per l'adeguamento delle retribuzioni è la variazione dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo al netto dei beni energetici importati (ovvero l'Ipca-Nei). «Tale indice - viene ricordato nella Nadef - è funzionale a contenere il rischio che choc inflazionistici di origine esterna si riversino sulla dinamica delle retribuzioni, causando una rincorsa tra prezzi e salari».
  3. QUANTI PANNELLI FOTOVOLTAICI HA ISTALLATO ? «Andrebbero prese decisioni da economia di guerra. Diversamente, prima le famiglie e poi le imprese sono destinate a collassare, com'è successo a noi». Attilio Caputo è il direttore generale di Caroli Hotels, gruppo alberghiero pugliese con 275 dipendenti, tra indeterminati e stagionali. Insieme ai suoi fratelli è il titolare della storica catena da cinque strutture e mille posti letto tra Santa Maria di Leuca e Gallipoli. Che da sabato non accettano più prenotazioni: le bollette passate da 100 mila euro a 500 mila euro al mese obbligano alla resa. Tutti in cassa integrazione i 275 dipendenti, in attesa di tempi migliori.
    Come siete arrivati a questo punto?
    «Causa rincari. Le nostre quattro strutture nel Salento, nel biennio luglio-agosto, hanno ricevuto una bolletta di 500 mila euro. L'anno scorso, nello stesso periodo, non superava i 100 mila. E aggiungo che siamo una realtà certificata Ecolabel che già applica tutte le politiche di risparmio energetico con dotazione anche di impianti fotovoltaici. Questa decisione è stata sofferta: per tutelare l'azienda ci conviene chiudere. Non possiamo riversare questi aumenti sui clienti perché non sono in grado di sostenerli. È un disastro totale».
    Adesso che si fa?
    «Per ora siamo ancora operativi e le strutture sono piene. Gli impegni già in essere verranno rispettati, ma da questo momento non accettiamo più prenotazioni. Lavoreremo altri 40 giorni, non di più. I dipendenti finiranno in cassa integrazione. Questo significa interrompere un rapporto di collaborazione, ma anche umano. Abbiamo persone che lavorano qui da sempre. Prima il padre, poi il figlio e ora il nipote. Abbiamo una responsabilità nei confronti di chi ha messo su famiglia o acceso un mutuo con la garanzia occupazionale. Saremo impegnati con AssoHotel a far sentire la nostra voce, considerando che il turismo esprime il 14% del Pil. Qualcosa dobbiamo pur contare. Ma così nessuno riuscirà a rimanere in piedi».
    Che soluzione c'è?
    «Stabilire un tetto massimo al prezzo del gas e dell'energia. Proprio la Puglia è al primo posto in Italia per produzione di energia da eolico e solare e si ritrova a pagare quanto le altre regioni. Lo Stato suggerisce il credito d'imposta e la dilazione dei pagamenti, ma non è così che risolveremo i problemi».
    Qual è lo stato d'animo?
    «Preoccupazione e amarezza. In gioco c'è tutta una storia e una tradizione di famiglia. Poi la rabbia che non dipende da una nostra inefficienza o da errori di valutazione, insomma dal rischio di impresa. È come se lo Stato ci avesse messo una tassa in più del 500%: fa rimanere allibiti. Il caro-bollette dovrebbe essere la priorità dell'Europa. Ci vantiamo di essere europei, facciamo ragionamenti sui massimi sistemi, parlando ad esempio della difesa unica. E invece non pensiamo agli aspetti economici che hanno anche un risvolto sociale. Forse stiamo vivendo la Terza Guerra Mondiale e non ce ne siamo ancora resi conto». —
  4. CHI NON HA NULLA DA PERDERE : «Quelle montagne blu sono il confine con la Macedonia, oltre quelle cime aguzze delle Prokletije, invece, le cosiddette Montagne Maledette, c'è il Montenegro. Lì dove il Kosovo fa quel dito c'è l'Albania». Bogdan è nato a Velika Ho?a, quando questa terra era parte della Repubblica Federale di Jugoslavia quando la maggior parte di questi confini erano solo geografici, non politici. Velika Ho?a è uno dei villaggi serbi più antichi del Kosovo. La maggior parte degli edifici ecclesiastici ortodossi che sono qui, risale al Medioevo. Siamo nel distretto di Prizren, seconda città del Kosovo, dove al culmine dell'odio etnico le chiese ortodosse e le case dei serbi furono assaltate e incendiate. Non è accaduto tanto tempo fa, era il 2004. Oggi intorno a Velika Ho?a non c'è più il filo spinato e nemmeno gli autoblindo degli incursori dell'Esercito italiano, le Forze Speciali del 9° Reggimento Col Moschin che proteggevano case e famiglie dalla furia delle devastazioni, ma Bogdan quel filo ce l'ha scolpito negli occhi. «Devi capire cos'è un'enclave» mi dice, per questo il primo posto in cui mi porta sono i vigneti delle colline che sovrastano il villaggio. «L'enclave è un posto circoscritto, facilmente difendibile e che matura dentro l'idea che fuori c'è la popolazione ostile». «Ancora oggi? - gli rispondo sorpresa -. Dopo l'indipendenza, la pace, a ventitré anni da quei 78 giorni di bombardamenti Nato su Belgrado e Pristina?». «Due anni fa mi hanno dato una martellata sulla macchina. Prima dell'estate mi hanno sputato mentre camminavo per strada. Perché sono serbo e ortodosso».
    Il Kosovo è uno Stato chiave negli equilibri europei. Fallire nel ruolo di mediatore che l'Ue si è assunta, sarebbe disastroso. Indietro non si torna. Ma il sangue versato è stato troppo per cancellare da ambo le parti i torti subiti. Gli albanesi evocano ancora oggi i massacri delle forze serbe e l'esodo drammatico a cui furono costretti (800mila) verso la vicina Albania e Macedonia, dopo l'inizio dei bombardamenti della Nato il 12 giugno del 1999. I serbi, invece, non dimenticano le violenze della guerriglia dell'Uck, che sin dal 1995 mirava all'indipendenza completa del Kosovo, con ogni mezzo.
    Le due date impresse nella loro memoria sono: il 1998 l'anno nero in cui morirono più persone; il 2004, quando nelle enclave rimasero solo gli uomini a difendere case, vigne e animali. Srdjan fu tra i fortunati a poter mettere in salvo moglie e figli. Rientrarono solo nel 2008, quando il Kosovo proclamò l'indipendenza. «Ma fino al 2012 ci potevamo muovere solo scortati dai mezzi della missione internazionale». Da queste parti le radici dell'odio sono profonde quanto quelle dell'amore. In alcuni casi possono addirittura coincidere.
    Oggi l'Europa teme che la Serbia possa essere la testa di ponte degli interessi russi. Le rivendicazioni della Serbia sull'annessione delle aree ad etnia serba in Kosovo sono destabilizzanti. Con la guerra in Ucraina sempre più in stallo, la non integrazione della comunità serba kosovara, la diaspora con i kosovari albanesi, equivarrebbe al fallimento delle politiche europee in questo pezzo dei Balcani. L'Europa e l'America non se lo possono permettere.
    Grazie al progetto Docs For KiM, nato quattro anni fa in collaborazione tra l'Università Statale di Milano, Facoltà di Medicina Chirurgia, l'Associazione Amici di De?ani e l'Associazione Obm dell'Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi, ho attraversato due settimane fa diverse aree serbe in Kosovo. Velika Ho?a, Gornje Kusce, Ranilug, Gra?anica, Orahovac, Pasjane, Šilovo, Gnjilane, un viaggio tra le comunità serbe che vivono nella zona Est del Kosovo, quelle per intenderci che guardano a Bulgaria e Romania. Zone molto diverse dal Nord, dove la comunità serba è assoluta maggioranza e il clima che si respira è più quello di una regione a vocazione autonoma, prolungamento di fatto della Serbia. Ancora oggi in Kosovo la vita quotidiana si svolge sotto l'occhio vigile della missione di pace internazionale. L'Italia è lì dal primo giorno della Kfor, la forza multinazionale a guida Nato incaricata dall'Onu di mantenere la pace nel Paese. Le nostre Forze armate schierano il contingente più numeroso, hanno il Comando regionale Ovest. Poi ci sono i carabinieri, impegnati in particolare nella regione di Mitrovica, al Nord, dove si concentrano tutt'ora le maggiori tensioni etniche. L'arrivo al Monastero Ortodosso di De?ani, per esempio, a 12 chilometri a Sud della città di Pe?, ha ancora il sapore del rischio imminente. Al posto di blocco che presidia l'esterno del monastero, ci sono le forze austriache, dentro i militari italiani. Intorno al Monastero di Gra?anica idem, qui ad avvolgerlo c'è anche il filo spinato. Non hai l'impressione che da un momento all'altro possa esplodere una bomba. Di fatto però la comunità internazionale c'è ed è visibile, e questo fa la differenza. Anche perché basta una scintilla per ripiombare nel passato. Come l'estate scorsa quando al confine tra Kosovo e Serbia sono tornate a suonare le sirene e le campane delle chiese ortodosse. L'Occidente ha tremato. Ad agitare gli animi, una questione apparentemente futile: l'entrata in vigore per la minoranza serba kosovara delle nuove misure varate da Pristina per carte d'identità e targhe omologate. Alla fine l'Europa ha costretto entrambi ad abbassare i toni. Belgrado ha accettato di abolire i documenti di ingresso e uscita per i titolari di carta d'identità del Kosovo e il Kosovo ha accettato di non introdurli per i titolari di carta d'identità serbi. Nel frattempo però Putin ne ha approfittato per gettare benzina sul fuoco, schierarsi al fianco della Serbia e agitare lo spettro di una nuova guerra. Ora il punto è: quanto durerà la tregua raggiunta con la mediazione dell'Unione Europea? «Fino a primavera - mi risponde lapidario Bogdan -. Qui tra poco le temperature scenderanno a -25 gradi. La neve ci bloccherà. Sarà un inverno difficile. Toglieranno l'elettricità quattro ore al giorno per risparmiare energia». La soluzione di coprire le targhe serbe con adesivi bianchi è dunque molto fragile.
    Il tempo scorre lento a Velika Ho?a, così come anche a Orahovac, quasi 16mila abitanti e poco meno di 300 serbi kosovari la cui vita scorre interamente dentro una minuscola strada. Quando arrivi con la macchina ti accorgi subito che stai entrando in una zona diversa. Di colpo le case sono più povere, le strade rotte. Qui nessuno o quasi fa niente. Non c'è lavoro. Si vive di un'economia di sussistenza. Gli uomini prendono ancora le pensioni minime erogate dalla Serbia e i sussidi per ogni figlio messo al mondo. Le donne abbelliscono come possono case e campagne. Settembre è la stagione della vendemmia. Chi ha conservato un pezzetto di terra, raccoglie. Ma dall'enclave non si esce. Idem i più giovani che restano in una strada, in un villaggio fino a quando non arriva il momento di andare alle superiori. C'è la scuola per i serbi e quella per gli albanesi. Anche i pullman sono separati. Vite parallele vissute uno accanto all'altro.
    Al governo di Pristina non piace che queste zone si chiamino enclave. Sono villaggi, municipalità. Volendo potete entrare e uscire. «Ma di fatto lo sono - mi risponde Padre Ilarion, uno dei monaci del Monastero di De?ani che incontro a Ranilug -. Si vive all'interno dei confini delle nostre aree. Al di fuori di esse è come entrare in una dimensione estranea». Ne è sicuro? Non pensa che dipenda anche dalla vostra disponibilità ad aprirvi? «Le racconto un fatto che mi è accaduto personalmente. Una volta abbiamo organizzato una gita per portare dei bimbi ad una festa in un'altra città. Durante il viaggio cantavano, ridevano, scherzavano. Quando siamo arrivati e sono scesi dalla macchina, di colpo hanno smesso. Tutti si sono zittiti. La più piccola tra loro, invece, ha continuato a cantare. Gli altri l'hanno ripresa: zitta qui, dobbiamo essere più attenti, composti. C'è sempre anche nei bambini la paura che qualcuno si senta provocato al solo suono della loro lingua e quindi reagire». Ma questi bambini non hanno vissuto la guerra, sono figli dell'indipendenza, «ma ne hanno ereditato le radici della paura, le divisioni etniche».
    Accade soprattutto nei piccoli villaggi o comunque negli agglomerati in cui i serbi sono minoranza come ad Orahovac. «Prova a chiedere ad un bambino se si spinge in bicicletta da Velika Ho?a a Orahovac. Distano solo 5 chilometri». Io lo farei, rispondo ad un ambulante che in strada vende ortaggi accatastati per terra su un lenzuolo. «Tu non sei serba, non sei nata qui».
    Nel distretto di Gjilan, a maggioranza serba, respiro un clima diverso. Anche qui le case dei serbi sono più povere di quelle degli albanesi, ma ci sono diverse scuole, più grandi, persino un ambulatorio medico e un piccolo ospedale a Pasjane e a Šilovo. Dove lavora Alexander: «Vorrei tanto che i miei figli imparassero l'albanese. Se potessi gli pagherei delle lezioni private». L'incontro con lui è quasi unico. Alexander in passato ha lavorato per gli americani. Ha poco più di trent'anni, tre figli. Mi spiega che a Gornje Kusce la situazione è differente perché è un'area a concentrazione maggiore serba e dove i serbi quindi, come a Ranilug, esprimono anche dei loro rappresentanti nelle municipalità locali. «Non possiamo sceglierci il lavoro, certo, ma già poterne avere uno statale è una grande differenza rispetto a Velika Ho?a o Orahovac». Con Alexander vado a fare la spesa. «Devo per forza andare in un supermarket albanese, nell'enclave non abbiamo tutto ciò che ci occorre». Per questo ha imparato le frasi principali in albanese: «Per farmi capire, è giusto così. Dovremmo tutti sforzarci di più. Le scuole separate sono un grande problema. Io e la mia famiglia anche nei loro bar…» poi ferma, si corregge, si arrabbia con se stesso: «Che dico, nei nostri bar… Il Kosovo è complicato, per smettere di non farci la guerra meglio non seguire la politica. Provare a fare una vita normale». Uno Stato dovrebbe poi riconoscersi in un'unica bandiera e invece in giro per il Kosovo domina la bandiera dell'Albania, anche nelle strade sperdute di montagna. Quelle serbe sventolano invece nelle loro municipalità. Ma il Kosovo, una sua bandiera ce l'avrebbe, quella blu con le sei stelle, una per ciascuna delle sei comunità etniche presenti. Eppure non la vedi quasi da nessuna parte se non a Pristina o sui pochi altri edifici internazionali. Solo a Pristina inoltre mi è capitato di trovare giovani che alla domanda: chi sei? Mi hanno risposto: kosovaro. La prima volta che ho visitato questo Paese era il 2015, c'era l'Isis che minacciava il mondo e dalle campagne di molti villaggi giovani albanesi erano partiti per andare in Siria ad unirsi all'esercito nero del terrore. Già all'epoca risaltavano all'occhio le tantissime moschee nuove di zecca in cui potevi imbatterti anche in piena campagna. Perchè l'altra grande questione che lacera e divide è la religione. Gli albanesi di Kosovo sono musulmani, i serbi ortodossi. Oggi di Isis non si parla più né qui né altrove, ma le moschee continuano a spuntare come funghi. Il Kosovo inoltre è un cantiere a cielo aperto, palazzi in costruzione ovunque. La nuova autostrada è finalmente finita. Anche le bandiere dell'Unione Europea sono ovunque, soprattutto sui cartelli che segnalano chi finanzia i lavori in corso. All'ingresso di Velika Ho?a su un muro di una casa in costruzione, un po' di tempo fa è apparsa una scritta: «Kosovo è Serbia» e accanto ci sono disegnate due piccole bandiere: una della Serbia e l'altra della Russia. In paese si racconta che siano stati dei bambini a farle, non esponenti di gruppi nazionalisti. «È arrivata comunque la polizia però». C'è un legame storico tra i serbi e i russi, «ma solo la popolazione serba più nazionalista è filo putiniana» mi dice Bogdan. E i bambini che c'entrano? «Sono serbi, risentono del clima generale. E poi il calcio ha fatto il resto». Già, il Partizan, la società calcistica serba con sede a Belgrado. Qui ne vanno matti e quando la Uefa ha riconosciuto il campionato di calcio kosovaro il calcio anziché unire ha aumentato la divisione. È effettivamente strano sentire i loro genitori comprendere e parlare la lingua dell'altro, mentre i figli che dovrebbero essere invece il prodotto dell'incontro, dell'unione, non conoscono una parola in albanese se sono serbi, nemmeno una in serbo se sono albanesi. Ha ragione Alexander: è la scuola ad aver scavato un fosso tra le due nuove generazioni di serbi e albanesi kosovari che stanno crescendo. La scuola che dovrebbe unire, oggi invece divide ancora di più. Non si parlano soprattutto perché non si capiscono, non perché si odiano a prescindere.
    C'è una cosa però che hanno in comune: il sogno europeo. «Con il passaporto kosovaro non andiamo da nessuna parte, nemmeno con il passaporto serbo di Kosovo. Per questo l'Europa ci tiene in pungo: della serie non fate troppo casino perché altrimenti non risolviamo questa storia dei visti». Ma in realtà qui la maggior parte ha perso le speranze che prima o poi entreranno veramente in Europa. Srdjan di passaporti ne ha tre: quello serbo, quello di kosovaro serbo e quello di kosovaro. La Serbia è l'unico Paese al mondo che emette per i suoi cittadini due tipi di passaporto, uno se sei residente in Serbia e uno per chi vive invece in Kosovo. Se hai il primo puoi andare dove vuoi, con il secondo ti sposti solo con il visto.
    Ma per avere il passaporto serbo, il più ambìto, devi poterti permettere di trasferirti dal Kosovo a Belgrado per un periodo lungo, lì devi prendere una casa in affitto, attendere che ti venga riconosciuta la residenza e a quel punto - pagando - ottieni il tanto ambito passaporto . Insomma una trafila per eletti. Srdjan a Velika Ho?a è tra i pochissimi ad avere un lavoro. Da sei generazioni fa il vino. Con l'aiuto dei monaci del Monastero di De?ani, prima della pandemia, ha aggiustato casa e ricavato quattro stanze per aprire una locanda. «Non è che ci sia turismo, ma capita che gente come te passi di qua - mi dice -. Io ci provo. Ho tre figli. Devo costruire qualcosa per loro». Gli chiedo di spiegarmi che senso ha quella frase sul muro all'ingresso del paese: Kosovo è il cuore della Serbia. «È una frase di comodo, nella realtà non funziona così. Non siamo più nel cuore di nessuno. Nemmeno dell'Europa». Ma senza l'Europa la Serbia non saprebbe come pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. «Appunto, non dovete quindi preoccuparvi che diventino la testa di ponte dei russi. I russi li hanno pesati, i serbi non sono alleati affidabili». Ma tu che hai quasi cinquant'anni ti senti anche un pò kosovaro? «Serbo». E allora Vu?i? (ndr, Aleksandar, presidente della Repubblica di Serbia) è il tuo presidente. «Lui ci ha venduto. Non ama veramente il Kosovo. Se potesse si libererebbe volentieri di noi serbi del Kosovo. Dobbiamo sopravvivere perché gli serviamo. Così all'occorrenza ci usa per fare pressione sulla comunità internazionale e ottenere ciò che vuole». Milan, Milèna e Luka sono i tre figli di Srdjan. «Il primo diventerà odontoiatra, la seconda un'insegnante. Dove lavoreranno? Da nessuna parte, è il destino dei figli delle enclave». Milèna, ha ventidue anni, oltre al serbo parla un po' di inglese. Non sarebbe utile che tu imparassi anche l'albanese? Per cercare un lavoro nel resto del tuo paese. Non risponde. Non ti senti anche kosovara? Sorride e cambia discorso: «Sogno di venire in Italia». Luka ha quindici anni, è il piccolo di casa. È del 2008, lui è proprio figlio dell'indipendenza, nato nell'anno della proclamazione. Almeno lui non speri si possa costruire un futuro altrove. «Io sono la sesta generazione che ha fatto vino nella mia famiglia - mi risponde guardandomi fisso negli occhi - e Luka sarà la settimana. Perché questa è la terra degli avi»
  5. STIAMO SUICIDANDOCI : Su tutte le Alpi i ghiacciai hanno vissuto quest'anno la loro stagione peggiore. Guardandoli dall'aliante durante una ricognizione fotografica a estate conclusa, dal Monte Rosa, al Monte Bianco, al Gran Paradiso, appariva tutta la loro drammatica decadenza: "discariche" di ghiaccio più grigio che bianco, privato di ogni traccia di neve e frammisto a frane, sconvolto dai crepacci e grondante d'acqua.
    Dai primi dati rilevati durante l'estate era evidente che entro settembre si sarebbero superate le perdite già eccezionali del 2003, ma i rilievi di fine stagione hanno lasciato comunque sbalorditi gli addetti ai lavori impegnati nelle campagne di misura coordinate dal Comitato glaciologico italiano. L'infernale e inedita combinazione tra un inverno poverissimo di neve e un quadrimestre maggio-agosto 3 °C più caldo del normale ha asportato incredibili spessori di ghiaccio di 4-6 metri attorno a quota tremila, peraltro con sorprendente omogeneità tra un massiccio montuoso e l'altro, dalle Alpi occidentali italiane, alla Svizzera, alla Valtellina.
    In soli tre mesi se n'è andato il ghiaccio che di solito, nelle stagioni recenti già sfavorevoli, fondeva in tre estati. Tradotto in acqua e mediato sulle rispettive superfici glaciali, il bilancio di massa 2022 è stato di -4 metri al ghiacciaio Ciardoney, sorvegliato speciale della Società Meteorologica Italiana sul versante piemontese del Gran Paradiso, appena entrato a far parte dei ghiacciai "campione" del World Glacier Monitoring Service in virtù della sua trentennale serie di osservazioni, -3,3 m al ghiacciaio del Grand Etret, monitorato dal Corpo di sorveglianza del Parco Nazionale sul versante valdostano, -3,8 m al Ghiacciaio del Basodino in Canton Ticino, presso il confine con la Val Formazza. Lì per lì l'ingente fusione ha alimentato il deflusso di fiumi come la Dora Baltea alleviando (solo in parte) la sete della Valpadana durante l'epocale siccità, ma ogni metro cubo d'acqua sceso a valle è un patrimonio che le Alpi hanno perso per sempre.
    I ghiacciai di oggi sono relitti fuori posto nel clima "serra" attuale, rimasti in eredità da quello più freddo dei secoli scorsi che ora non c'è più, e per questo condannati più o meno rapidamente a scomparire sotto l'incalzare del riscaldamento globale inequivocabilmente causato dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili. Secondo le simulazioni modellistiche dei glaciologi svizzeri, anche nell'improbabile ipotesi che le temperature non aumentino ulteriormente nei prossimi decenni, il 40% dell'odierno volume glaciale di tutte le Alpi è destinato a fondere entro questo secolo, trovandosi già adesso in territori non più adatti alla sua sopravvivenza a lungo termine. Se per miracolo dovessimo centrare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi limitando il riscaldamento atmosferico entro 2°C al 2100, perderemmo il 60% della massa glaciale, ma in caso di un irresponsabile fallimento delle politiche climatiche la riduzione sarà del 95% e ai nostri nipoti non rimarrà che qualche traccia di ghiaccio oltre i 4000 metri. Altrove, solo pietraie. Vada come vada, in settori già oggi marginali per area glacializzata come le valli di Lanzo, Orco e Soana, al ritmo attuale potrebbero passare non più di venti o trent'anni per giungere all'estinzione completa. Ogni chilo di gas serra evitato resta comunque cruciale: non riusciremo a salvare i piccoli ghiacciai torinesi, ma quelli del Monte Bianco forse sì.

 

 

 

03.10.22
  1. GIUSTIZIA DISCUTIBILE:   Beppe Grillo è stato condannato per diffamazione aggravata nei confronti della ex parlamentare barese del Pd Cinzia Capano: la sentenza della Corte d'Appello di Bari riguarda le dichiarazioni fatte dal fondatore del M5s durante la trasmissione "Anno Zero" il 9 giugno 2011 (in primo grado era stato assolto). Parlò dell'assenza della parlamentare in aula in occasione del voto sulla proposta di accorpare nell'Election day il referendum sull'acqua pubblica a quello amministrativo del maggio 2011, accusando Capano di avere fatto fallire l'accorpamento per boicottare la consultazione popolare a vantaggio delle lobbies della privatizzazione dell'acqua. Capano spiegò di essere stata ricoverata d'urgenza per un malore e querelò il leader 5s. Grillo, oltre al risarcimento, dovrà pagare le spese legali.
  2. PUTIN HA CHIUSO I rubinetti DEL Gas DEFINITIVAMENTE
    Non arriva più gas da Mosca. Eni ha comunicato che le forniture di metano russo consegnate ieri allo snodo di Tarvisio sono state pari a zero. L'interruzione, secondo le spiegazioni di Gazprom, sembra sia dovuta a un problema burocratico legato alla nuova normativa dell'Austria sulle licenze di trasporto.
    A Palazzo Chigi e al ministero della Transizione ecologica è subito scattato l'allarme, ma Eni e Snam (la società che gestisce la rete) non hanno potuto far altro che ripetere: «È un problema commerciale tra Gazprom e l'Austria, che però sta ricevendo il metano nel punto di consegna al confine con la Slovacchia». La speranza è che non sia un'emergenza, e il flusso di gas si possa riattivare il prima possibile. Al momento nessuno è in grado di stabilire se dietro questo "incidente" ci sia l'ennesima ritorsione di Vladimir Putin contro l'Europa e l'Italia.
    Un'interruzione di qualche giorno è sostenibile per il nostro Paese, ma se il rubinetto russo dovesse chiudersi definitivamente, questo sarebbe un grosso problema economico. La Nota di aggiornamento al Def nel 2023 stima una crescita al +0,1%, anziché +0,6%, qualora venissero meno le forniture russe.
    Lo scenario di rischio della Nadef ipotizza che il completo azzeramento del metano di Mosca «porti ad un aumento del 20% dei prezzi medi del gas naturale, dell'elettricità e del petrolio, rispetto allo scenario tendenziale nel quarto trimestre di quest'anno e nel 2023». E anche il Pil del 2022 ne risentirebbe: l'impatto previsto equivale a un taglio dello 0,2% rispetto al 3,3% indicato.
    L'Italia, comunque, non corre il rischio di passare l'inverno al freddo, anche grazie agli stoccaggi molto vicini al 90%.
    Il gas russo che utilizziamo è ormai inferiore al 10%, perciò lo stop non cambia la situazione in modo significativo. Il piano portato avanti da Eni di potenziamento e diversificazione delle forniture di gas permetterà di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all'anno importati da Mosca fino allo scorso anno. Nuovi flussi stanno già arrivando dall'Algeria, con picchi giornalieri per oltre 80 milioni di metri cubi. Questo inverno l'Italia potrà contare su 4 miliardi di metri cubi addizionali dal Nord Europa e su forniture in più di Gnl dall'Egitto. La grande quantità di gas liquefatto che verrà acquistata da Qatar, Congo, Angola e Nigeria però ha bisogno dei rigassificatori, e se quello di Piombino non entra in funzione, a dicembre 2023 l'Italia rischia di trovarsi coi termosifoni freddi.
    Gianclaudio Torlizzi, analista e fondatore di TCommodity, società di consulenza di energia e materie prime, è molto critico con la linea del ministro Roberto Cingolani: «Puntare tutto sul price cap generalizzato è stato un fallimento, da mesi noi analisti andiamo ripetendo che l'Europa non avrebbe mai accettato quel piano. Il governo avrebbe dovuto accelerare l'installazione dei due nuovi rigassificatori».
    Intanto, la presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen, è tornata a chiedere agli Stati membri di fare di più: «Abbiamo bisogno di una risposta comune che permetta di ridurre i costi energetici per famiglie e imprese». In vista del nuovo incontro tra i ministri dell'Energia (domani in videoconferenza), Von der Leyen sottolinea: «L'Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno per liberarsi dalla dipendenza dalla Russia. È una questione di volontà politica, restiamo uniti».
    Intanto alcuni esperti contattati dal quotidiano britannico Guardian avanzano una nuova ipotesi sulle esplosioni che hanno reso inutilizzabile i gasdotti Nord Stream 1 e 2: «A piazzare le bombe che hanno provocato quattro falle potrebbero essere stati i robot di manutenzione che operano nella struttura».
  3. SEGUACI DI PUTIN : Da vent'anni mi muovo su una sedia a rotelle. Per la prima volta in vita mia un tassista mi ha fatto scendere dalla sua vettura. Mi ha detto che lui non trasporta «noi» disabili.
    È accaduto venerdì sera, ero arrivato in treno a Verona da Roma per partecipare a un evento come presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap e della Federazione delle associazioni di persone con lesione al midollo spinale. Sceso dal treno, l'assistenza della Sala blu mi ha condotto alla pensilina dei taxi, dove avrei preso un mezzo per raggiungere il mio albergo. Pioveva. Sono salito su una vettura. Nel frattempo il tassista è sceso per vedere se avessi necessità con il bagaglio e si è accorto che sono in sedia a rotelle. Mi ha detto che sarei dovuto scendere dalla sua auto perché non prende a bordo persone nelle mie condizioni. Manco avessimo la peste.
    Un brutto episodio discriminatorio, del quale sono stato mio malgrado protagonista. Il tassista ha aggiunto che per il trasporto di disabili ci sono delle auto apposite. Nel mio caso però non è necessario, posso tranquillamente salire su vetture normali. La mia carrozzina si piega ed entra in auto. Inoltre il suo mezzo era molto spazioso. Ho provato a spiegargli tutto questo, ha ribadito il concetto che sarei dovuto scendere, sottolineando a più riprese che l'auto è sua e decide lui chi trasportare.
    Inamovibile a ogni mia richiesta, alla fine l'ha spuntata. Sono stato così costretto a scendere e siccome pioveva mi sono anche inzuppato d'acqua. Gli ho chiesto il numero di licenza, lui me ne dato uno diverso che corrisponde a un suo collega. Io comunque sono riuscito a fotografare il suo taxi con il vero numero di licenza che, per legge, è apposto sulle fiancate.
    Il tutto è accaduto alla presenza di decine di cittadini increduli. Per fortuna, subito dopo, sono riuscito a prendere un altro taxi e ho raggiunto il mio hotel. Per un gesto d'insensibilità non sarebbe corretto criminalizzare una città o un'intera categoria, mi sento però di dire, avendolo vissuto in prima persona, che il comportamento del tassista è stato pieno di pregiudizi e stigmi nei miei confronti. E in quelli delle persone con disabilità tutte. Lo dico soprattutto perché ha utilizzato spesso la parola «voi», come se appartenessimo ad una galassia diversa.
    Ho raccontato questi fatti la stessa sera sui social e ho ricevuto diverse telefonate di vicinanza. Tra queste anche quella del sindaco di Verona Damiano Tommasi, che non solo mi ha manifestato vicinanza e affetto, ma ha condannato il gravissimo episodio. E mi ha assicurato che avvierà un'indagine interna. Un gesto apprezzato e importante. Fa capire che l'amministrazione è sensibile ai temi dell'inclusione delle persone con disabilità. Quanto accaduto a me però non è un episodio isolato, purtroppo le persone con disabilità sono vittime ogni giorno di episodi simili. Io ho avuto la possibilità di raccontare questa storia, ma non tutti riescono. Non tutte le persone con disabilità, spesso, hanno anche la forza di denunciare i torti che sono costrette a subire.
    Per questo con la Fish stiamo lavorando a livello nazionale per favorire la diffusione di cultura e strumenti informativi, utili a favorire una migliore relazione tra e con le persone con disabilità. Casi come quello di venerdì sera non dovrebbero più accadere. In un Paese veramente civilizzato la disabilità non può costituire motivo di rifiuto alla prestazione, di qualunque tipo.
  4. EFFETTO SPERANZA : Passano i mesi ma la carenza di medici si conferma cronica in alcune zone della provincia.
    Venerdì si è chiuso il bando che l'Asl To3 aveva pubblicato per trovare un dottore da inviare a Perosa Argentina, dove da ieri è andato in pensione un medico di famiglia lasciando 1500 pazienti senza un sostituto. Dicono dall'Asl: «Abbiamo ricevuto una sola manifestazione d'interesse che dovrà essere confermata domani». Ma l'azienda sanitaria ha pronto un piano d'emergenza per affrontare il problema che i medici non scelgono di andare a prestare servizio nelle vallate alpine sapendo di dover affrontare situazioni disagevoli. «In attesa che si trovi un medico, quando si verifica il caso di un pensionamento senza una sostituzione e questo a Perosa capiterà nuovamente a fine dicembre, i pazienti potranno essere suddivisi e presi in carico dai medici già presenti in zona. Operazione che al cittadino non costerà nulla: sarà l'Asl a pagare i medici per il carico di lavoro aggiuntivo». Dal sindaco di Pragelato, Giorgio Merlo, arriva un'altra proposta: «Siamo in emergenza e quindi l'Asl dovrebbe precettare i medici». Soluzione difficile da applicare, specie per i medici che non sono dipendenti diretti dell'Asl ma hanno solo una convenzione.
    L'Asl To4, invece, sta cercando disperatamente ortopedici per il pronto soccorso di Cuorgnè, chiuso da quasi due anni. L'azienda sanitaria ha infatti affidato il servizio dei medici «urgentisti» del reparto a una ditta esterna (costo per un anno: 1,2 milioni di euro) senza specificare la data di riapertura visto che mancano gli ortopedici per la sala gessi. «L'Asl ha messo in atto i passaggi necessari per bandire gare e concorsi, ma dopo due anni siamo sfiduciati – dice l'assessore Elisa Troglia a nome dell'amministrazione di Cuorgnè - "Cercate voi gli ortopedici" è la risposta che emerge dalla Direzione. Ma per il nostro territorio è finito il tempo delle parole». Il Comune ha chiesto alla Regione di non perdere altro tempo e si appresta ad organizzare un Consiglio comunale aperto per coinvolgere tutti i sindaci dell'alto Canavese. Con il Comune di Cuorgnè si schiera il sindacato Nursind: «Esternalizzare non può essere la risposta ai problemi - dice Giuseppe Summa - cittadini e personale meritano rispetto da parte della Regione: chi tranquillizzava i cittadini facendosi fotografare davanti all'ospedale di Cuorgnè ora deve fare chiarezza».

 

 

02.10.22
  1. LA  VERITA' SULP PD :«Non voglio eludere il problema e la dico con un linguaggio che non è il mio: noi stiamo letteralmente sulle scatole a una parte della società italiana, si è spezzato un rapporto e un legame di fiducia con una parte del Paese». Gianni Cuperlo, uno dei leader della sinistra interna del Pd, torna in parlamento dopo cinque anni di pausa forzata "causa Renzi". E sferza la classe dirigente dem, senza tirarsi fuori dalla mischia, anzi. Non concorda con gli appelli di chi, come Rosy Bindi su questo giornale, chiede al partito di sciogliersi, «ma serve un vero congresso costituente». E dice di essere contrario alla costruzione di una «cosa rossa» con un'altra scissione, «perché in un momento come questo e con una destra così forte, dividere e indebolire la principale forza del campo democratico e della sinistra sarebbe un errore esiziale e contro questo mi batterò».
    La domanda dunque è: perché state sulle scatole?
    «Da un lato conta che da 16 anni non abbiamo vinto le elezioni e per 10 anni siamo stati al governo, con buone ragioni e facendo anche buone cose. Ma questo ha trasmesso la percezione di un partito di establishment e di potere. E in secondo luogo, paghiamo il prezzo di errori e arroganze, sul jobs act, sull'articolo 18, sulla legge elettorale, sul taglio della rappresentanza parlamentare. Quindi stare sempre al governo e avere questa arroganza nelle riforme provoca una situazione in cui non basta nemmeno avere un programma di sinistra dopo che a volte hai condiviso politiche distanti dai tuoi valori. Conta molto chi quel programma lo racconta e la lingua con cui lo fa. Devi apparire credibile e coerente».
    E Letta non lo era?
    «Letta ha fatto il possibile ma non si recuperano anni in pochi mesi. I nostri elettori sono esigenti, perdonano degli errori, non ti perdonano la distanza coi loro bisogni e sentimenti. E una classe dirigente deve avere l'umiltà di riconoscere questo limite. Davanti ai cancelli di Mirafiori l'atteggiamento degli operai lo percepivi nello sguardo, con l'accusa che tu fisicamente non c'eri più stato in quel luogo. Quindi abbiamo bisogno di accompagnare il racconto di un Paese più giusto con esempi coerenti».
    Il Pd va sciolto e rifondato?
    «No, penso che anche l'appello a scioglierci non tiene conto di due elementi. Dobbiamo essere severi, ma non possiamo permetterci di buttare via una riserva di valori, consenso e umanità. La rivoluzione digitale ha cambiato tutto e non abbiamo interpretato una inquietudine e spaesamento diffusi. Ma da soli questo confronto non siamo in grado di farlo».
    Condivide il percorso congressuale di Letta?
    «Va bene che non si parta dai nomi e dai gazebo. Ho ascoltato il discorso sciagurato di Putin, e allora partiamo dal capire questo tempo. Pace e disarmo non possono essere concetti rimossi. Al pari di povertà, innovazioni e diritti. Poi se alla fine capiremo che va cambiato tutto, nome, simbolo e impianto, lo si farà. Le case si costruiscono scavando le fondamenta. Se parti dal tetto, dalle candidature all'insegna dell'io ci sono, senza prima un confronto aperto tra tutti, non funziona, anche perché una casa senza il tetto può finire allagata e noi abbiamo l'acqua in casa, ma un tetto senza casa semplicemente non esiste».
    No al la corsa a candidarsi?
    «Beh, questa corsa repentina a candidarsi senza un attimo di pausa per capire, ascoltarsi e scavare nelle radici di quel risultato, temo sia il riflesso di un individualismo penetrato dentro di noi. Non mi convince l'idea che a turno qualcuno possa alzarsi e pronunziare la battuta di Mister Wolf in "Pulp Fiction", "Risolvo, problemi". Questo non serve e rischia di precipitarci nell'irrilevanza».
    E cosa fare con i 5stelle?
    «Prima di tutto sento un dovere, attrezzare una opposizione intransigente, evitando l'abbaglio di rinchiuderla solo nelle Aule parlamentari o ai rapporti con Calenda e Conte. L'opposizione vivrà in Parlamento e in una società che va riconosciuta e mobilitata. All'Italia ferita dal risultato dobbiamo parlare da subito. Quanto ai rapporti con Calenda e i 5 Stelle abbiamo imparato che il dialogo si costruisce, su temi e battaglie comuni. Noi siamo pronti a questa sfida sapendo, insisto, che l'opposizione va costruita nelle istituzioni e fatta vivere nel Paese»
  2. IL DOPPIO GIOCO DELLA CINA :    La risposta americana e della comunità internazionale alla dichiarazione di Putin di annessione avvenuta delle quattro province ucraine dopo i referendum della scorsa settimana, è compatta e priva di sbavature. A Washington tutto era pronto per rovesciare sulla Russia una risposta in più fasi e a ogni livello. Così appena Putin ha terminato il suo show, il Dipartimento del Tesoro diffonde una nuova raffica di sanzioni che vanno a colpire esponenti della Duma, il comparto militare, aziende e società coinvolte nelle operazioni in Ucraina, famigliari di ministri e del mondo finanziario.
    Il presidente Biden salta da un impegno - il giuramento della prima giudice nera della Corte suprema della storia Usa - all'altro - il disastro dell'uragano Ian in Florida e South Carolina-, ma la nota della Casa Bianca di condanna a Putin non tarda. Il presidente ribadisce, lo farà anche nel corso della giornata assediato dai cronisti, che l'America con i suoi alleati difenderà «ogni fetta di territorio dell'Ucraina». L'America non arretra, Biden dice che «non ci faremo intimidire dalle minacce di Putin», la sua «è un'operazione fraudolenta» e prepara la penna per firmare il provvedimento che impedisce lo shutdown del governo e che contiene altri 13 miliardi di dollari per l'Ucraina. Potrà attingervi liberamente. Intanto questa settimana arriverà un'altra fornitura di aiuti militari ed economici dopo i 18 Himars e munizioni approvate due giorni fa, valore 1,1 miliardi di dollari.
    Nel frattempo, il segretario di Stato Antony Blinken annuncia che nel pomeriggio al Palazzo di Vetro, l'America e l'Albania presenteranno una risoluzione contro la Russia: chiede che nessun Paese riconosca il ratto degli ucraini e obbliga la Russia al ritiro delle truppe. Il discorso dell'ambasciatrice Linda Thomas-Greenfield è accorato, ricorda la violazione della Carta Onu. Ma come scontati - avendo Mosca diritto di veto - la risoluzione non passa. Si accoda, scegliendo l'astensione, la Cina. Per staccare Putin da Xi servirà, se mai funzionerà, ancora tempo. Anche la mano dell'ambasciatore brasiliano si alza suggellando la non antipati di Bolsonaro per Putin.
    È una giornata di fibrillazioni nelle cancellerie. I G7 ribadiscono in una nota «nuovi costi» per le azioni russe; i leader europei denunciano - in dichiarazioni fotocopia ma durissime - il pericoloso bullismo di Putin. Macron: violazione delle regole internazionali. La Polonia: atti illegali. La Farnesina: «Annessione inaccettabili». Londra chiama l'ambasciatore russo e parla di annessione con «ricatto nucleare». È drammatico il discorso di Charles Michel, presidente dell'Unione europea: «Dobbiamo mobilitarci per i nostri figli».
    La regia a Washington passa per il Consiglio della Sicurezza nazionale ed è Jake Sullivan che sente al telefono Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato. I due diffondono una nota in cui condividono «la preoccupazione per i tentativi illegali di annettersi territorio dell'Ucraina attraverso un referendum farsa». Quindi ribadiscono l'impegno a difendere la sovranità e l'integrità territoriale di Kiev. Con gli Stati Uniti che ha messo sul tavolo le carte e indicato la linea, Stoltenberg poi sceglie toni ancora più duri contro Putin. Ribadisce che nessuno riconoscerà l'annessione, denuncia la mossa come segno della debolezza di Putin, lo invita a fermare una guerra che lui ha iniziato, parla di «catastrofe se lasciamo vincere Putin» ma ribadisce che la Nato non è parte del conflitto. Dopo aver nuovamente illustrato come una guerra nucleare non possa essere combattuta, Stoltenberg si trova a dare una prima risposta a Zelesnky che ha firmato la richiesta rapida di adesione dell'Ucraina all'Alleanza atlantica. «Serve il consenso di tutti», è la replica. Canada e i Baltici già hanno alzato paletta verde, altri stanno in silenzio, la pietra tombale però sulle speranze di Zelensky arriva dallo stesso Sullivan che nel pomeriggio nella briefing room della Casa Bianca spiega: «Il modo migliore per aiutare Kiev è sul terreno». Il processo, aggiunge, sarà discusso a Bruxelles. Il canale è quindi diverso e ha altri tempi.
    L'America resta concentrata sulla difesa dell'Ucraina e su come non far degenerare un conflitto che sembra fuori controllo, o meglio nelle mani di Putin.
    Sullivan dice che «gli Usa prendono seriamente la minaccia nucleare». Poi fa il pompiere seguendo quel che già giovedì aveva detto Blinken: «La nostra intelligence non ha indicazioni su una minaccia imminente». Ma fa capire che il livello di allerta è più alto di sette mesi fa tanto che «i militari americani in Europa sono pronti a ogni evenienza». Come la difesa delle infrastrutture strategiche alla luce di quanto capitato al gasdotto del Baltico. Biden è prudentissimo. Annuncia che manderà una squadra subacquea a collaborare alle indagini per appurare la verità ma parla di "sabotaggio" del Nord Stream. Non spinge sulle accuse alla Russia. Non lo fa nemmeno Sullivan che chiude 40 minuti di botta e risposta con i cronisti dicendo di «non credere che i danni al Nord Stream siano opera di qualche Paese della Nato».
  3. LA CRISI CRESCE : La fine della ripresa economica e l'avvicinarsi di una possibile recessione si leggono anche nei dati Istat sul lavoro in agosto: -74 mila occupati rispetto a luglio. C'è però un aumento di 400 mila unità nel confronto con l'agosto del 2021, di cui metà dipendenti precari e gli altri autonomi, mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione rispetto a luglio 2022 scende dello 0,2% al 60,0% ma i posti restano comunque più di 23 milioni (+1,5% su agosto 2021).
    Insomma la tendenza non è a senso unico ma nel complesso si sta esaurendo il recupero di occupazione post-Covid che stava dando ottimi risultati.
    Il tasso di disoccupazione ad agosto è sceso al 7,8%, cioè ai minimi dal giugno 2009 (se si esclude il periodo del lockdown marzo-aprile 2020) però il dato risente dell'aumento degli inattivi, cioè di coloro che non solo non cerano lavoro ma neppure lo cercano, perché ritengono di non poterlo comunque trovare. I disoccupati (cioè coloro che cercano attivamente lavoro) ad agosto sono scesi a 1 milione e 944 mila, -31 mila su luglio 2022 e -319 mila rispetto a agosto 2021.
    Invece gli inattivi fra i 15 e i 64 anni sono cresciuti di 91 mila unità sul mese precedente e sono diminuiti di 344 mila unità su agosto 2021 fissandosi a quota 12 milioni 953 mila.
    L'unica fascia di età nella quale non si riducono gli occupati su base mensile è quella che (in genere) risulta più penalizzata, cioè i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni, che ad agosto registrano un tasso di disoccupazione al 21,2% ai minimi da quattordici anni, esattamente dal luglio del 2008. La percentuale dei disoccupati in questa fascia di età è in calo di 6,3 punti rispetto ad agosto 2021 e di oltre 10 rispetto ad agosto 2020 (quando eravamo nel pieno dello stop per la pandemia). D'altra parte, in questa fascia di età lavora solo il 20,3% della popolazione. Un rialzo anno su anno del tasso di occupazione di 2,6 punti si registra nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni (al 65,6%) a fronte di un aumento medio per tutte le fasce che, come detto, è di 1,5 punti.
    Nel mese si registra un balzo di lavoratori indipendenti e un calo dei dipendenti a tempo indeterminato. Per gli autonomi una crescita mensile di 42 mila riporta il totale sopra 5 milioni (5 milioni 37 mila). Sull'anno si registrano 144 mila indipendenti in più. I dipendenti stabili diminuiscono ad agosto di 95 mila unità su luglio ma aumentano di 66 mila su agosto 2021. Sull'anno si registra una crescita soprattutto del lavoro a termine con 195 mila unità in più e 3 milioni 110 mila occupati totali ad agosto (-22 mila su luglio).
  4. LONDRA TORNA IN EU: Dopo la Brexit, Londra guarda di nuovo all'Europa. Secondo quanto riporta Politico, la Gran Bretagna di Truss vorrebbe riavvicinarsi all'Ue mostrando interesse per la Comunità politica europea, il nuovo soggetto che riunirà i Paesi della regione europea, non solo partecipando al vertice di Praga della prossima settimana ma proponendosi di ospitarne il prossimo a Londra.
    Il nuovo organismo, che si riunirà per la prima volta il 6 ottobre, comprende i leader dell'Ue, Paesi candidati come Ucraina, Balcani occidentali e Turchia, nonché vicini che non vogliono entrare nell'Unione, come Norvegia, Svizzera e Regno Unito.
    Intanto, il primo ministro britannico, Liz Truss, e il suo ministro delle Finanze, Kwasi Kwarteng, hanno incontrato, con urgenza, Richard Hughes, capo dell'Office for Budget Responsibility, l'organo indipendente di vigilanza fiscale del Regno Unito. Si tratta di un ulteriore segno di quanto sia pressante la situazione economica del Paese e di come il primo ministro e il cancelliere non siano riusciti a tranquillizzare i mercati.
    Nel fine settimana si capirà se la Bank of England interverrà di nuovo per placare la girandola negativa intorno alla sterlina, che è finita ai minimi da oltre trent'anni contro il dollaro statunitense.
  5. SE QUESTA E' INFORMAZIONE GORNALISTICA : Botta e risposta tra Meloni e Rula Jebreal. Tutto nasce da un tweet della giornalista con la storia del padre della leader: «Durante la campagna ha diffuso un video di stupro insinuando che i richiedenti asilo siano criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironicamente, suo padre è un noto trafficante di droga che ha scontato la pena in un carcere spagnolo». Nella bufera non sono finiti solo i riferimenti al padre - «Fuori luogo» per Lollobrigida e altri politici, come Conte e Calenda - ma anche la frase sui richiedenti asilo. Meloni ha replicato: «Spiegherà a un giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che mi attribuisce». L'ultima risposta dello scontro, virale sui social, è stata quella di Rula Jebreal: «Tutti gli autocrati usano queste minacce, non sono intimidita».
  6. EMIGRATI ISLAMICI: Hanno giurato sul Corano di uccidere Saman e occultarne il cadavere. Si sono coperti le spalle per giorni raccontando un'unica versione dei fatti. Si sono ripromessi di uccidere anche Saquib, fidanzato della ragazza ribelle che non accettava il matrimonio combinato con un altro uomo in Pakistan. Poi il patto si è rotto e ora si accusano reciprocamente. Si contraddicono, si ricattano minacciando di rivelare dov'è nascosto il corpo, tirano in ballo nuovi complici, piangono, chiedono della madre e paventano il suicidio. Tutto, perché si trovano in carcere in attesa che a febbraio il supertestimone dell'accusa sia chiamato a giurare non su un testo sacro, ma sulla propria «responsabilità morale e giuridica», così come previsto dal codice italiano, in un processo per omicidio in cui tre membri della famiglia Abbas saranno alla sbarra come imputati, mentre altri due (i genitori della diciottenne, considerati mandanti) saranno probabilmente giudicati in contumacia, essendo fuggiti in una patria che non collabora sull'estradizione.
    Le nuove informazioni riguardo al presunto delitto d'onore consumatosi la notte del 30 aprile 2021 nelle campagne di Novellara, Reggio Emilia, emergono dallo stesso rapporto di polizia giudiziaria del 4 marzo, che ha presentato uno scenario alternativo sul crimine: Ikram Ijaz, cugino di Saman, parla a un compagno di cella che subito riferisce a una guardia e dice di averle bloccato le gambe mentre lo zio, Danish Hasnain, e l'altro cugino, Noumanulhaq Noumanulhaq, l'uccidevano. Poi, i tre avvolgono il corpo in un nylon da serra. Nella notte e attraverso i campi (con una bici portata a mano) guadano un canale con un metro e mezzo d'acqua, arrivando al Po. Lì, vengono raggiunti da un terzo cugino, Arfan Amjad (non imputato), e mentre Ikram se ne va, gli altri smembrano il cadavere e lo gettano nel fiume.
    Questo l'epilogo nei fatti, mentre l'intenzione era quella di far credere che Saman fosse fuggita volontariamente e poi uccidere anche il suo ragazzo, in nome di un giuramento sul Corano fatto per l'onore tradito dal comportamento autonomo di lei. Il 5 maggio, però, i Carabinieri vanno a cercare Saman a casa. Inizialmente, temono che i genitori (volati in Pakistan all'indomani della scomparsa), l'abbiano portata con loro per obbligarla a sposarsi e, quando vedono fuggire anche zio, due cugini e fratello minore, iniziano a sospettarne l'omicidio.
    Gli stessi militari credono poco anche a quanto detto da Ikram in carcere. Primo, perché un'informazione riportata va presa con le molle. Secondo, perché questa ricostruzione alleggerisce la sua posizione, rispetto a quanto sostenuto dal fratello adolescente di Saman (catturato e pentito, è lui il superteste), per cui Saman sarebbe stata uccisa vicino a casa da Danish, Ikram e Noumanulhaq, poi sepolta nei pressi. Terzo, perché nelle altre intercettazioni dal penitenziario, questi tre parlano come fossero ascoltati: «Siamo scappati, ma saremmo tornati», oppure, «io mi suicido, giuro su Allah!», e ancora «dirò tutto, lo giuro!».
    Di fatto, hanno parlato tra loro e mai con la magistratura. Conversando coi parenti arrestati, Ikram si è anche rivolto indirettamente al minore degli Abbas: «Se mi accusa, rivelo dov'è il corpo», ha detto e questa è suonata come la minaccia di compromettere la posizione del principale punto di forza della Procura, in un processo in cui manca il cadavere, l'arma del delitto e non c'è prova che i genitori in Pakistan abbiano ricevuto notifica dell'imputazione

 

 

 

 

01.10.22
  1. LA GUERRA MONDIALE CONTINUA :  Non si ferma l'emorragia di gas naturale dalla pipeline Nord Stream. A tre giorni dalle prime falle individuate nelle linee sottomarine nel Baltico della condotta che dalla Russia approda in Germania, le perdite accertate nel gasdotto sono salite a quattro. La Guardia costiera svedese ha individuato un secondo buco nelle tubature nella zona economica esclusiva di Stoccolma, stavolta probabilmente nel gasdotto numero 2 – quello mai entrato in funzione per l'escalation in Ucraina –, che si aggiunge ai due già segnalati dalla Danimarca al largo dell'isola di Bornholm, anch'essi distribuiti su entrambe le condotte.
    L'emergenza ha intanto messo in allerta la Nato. «Il danneggiamento dei gasdotti», ha dichiarato il Consiglio Atlantico in una nota sottoscritta anche da Svezia e Finlandia, alleati entranti, «desta profonda preoccupazione: tutte le informazioni attualmente disponibili indicano che si tratta del risultato di atti di sabotaggio deliberati, sconsiderati e irresponsabili». La Nato si dice quindi pronta «a rispondere unita e con determinazione a qualsiasi attacco deliberato contro le infrastrutture critiche degli alleati».
    Allo stesso tempo, cresce anche l'allerta dell'Ue, che si prepara «a lavorare con gli Stati membri per condurre una serie di stress test sulle infrastrutture critiche dell'Unione europea, comprese quelle energetiche». Secondo i media svedesi, i rischi legati al Nord Stream erano stati già messi in evidenza nel 2007 da un rapporto redatto per conto del ministero della Difesa di Stoccolma dagli esperti della Swedish Defence Research Agency, ma l'allarme fu ignorato.
    Il dito dell'Occidente resta più o meno esplicitamente puntato contro Mosca, che però continua a respingere le accuse. In una telefonata con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Vladimir Putin ha denunciato un «atto di terrorismo internazionale». La disputa continua
  2. EFFETTO SPERANZA CHE CONTINUA .

 

 

 

QUERELA DELLA ASTM QUE ASTM       OPP ARCH    RINVIO 1       RINVIO 2

CHE DERIVA DA:

TORINO 17.05.19
 
ALLA CONSOB

 
Il sottoscritto MARCO BAVA  socio ASTM segnala che in data 16.05.19 nel corso dell'assemblea degli azionisti ASTM il presidente Gross Pietro mi ha invitato "ad uscire e farmi curare " in quanto ritiene che i miei interventi siano degli sfoghi.
Inoltre nella votazione del cda il mio voto negativo e' stato considerato doppio per le 2 liste invece che essere conteggiato solo per 1^ sola lista.
Vi invito ad intervenire visto che il prof,Gross Pietro, uno degli uomini piu' potenti del paese,  e' solito apostrofarmi, come gia' segnalato senza che evidentemente siate intervenuti,  con frasi di scherno difronte all'uditorio a modo del pollice verso dell'imperatore romano al Colosseo nei confronti del gladiatore che era condannato a morte.
 
Marco BAVA 

 

 

 

 

 

 

 

Diritti degli azionisti

La Direttiva 2007/36/EC stabilisce diritti minimi per gli azionisti delle societa' quotate in Unione Europea. Tale Direttiva stabilisce all'Articolo 9 il diritto degli azionisti a porre domande connesse ai punti all'ordine del giorno dell'assemblea e a ricevere risposte dalle societa' ai quesiti posti.

 

Considerando le difficolta' che spesso si incontrano nel proporre domande e nel ricevere risposte in tempo utile, in particolare per quanto riguarda gli azionisti individuali impossibilitati a partecipare alla assemblea, e considerando che talvolta vi e' poca chiarezza sulle modalita' da seguire per porre domande alle societa',

 

Ritiene la Commissione:

che il diritto degli azionisti a formulare domande e ricevere risposte sia adeguatamente garantito all'interno dell'Unione Europea?

che la possibilita' di porre domande e ottenere risposte solo nel caso l'azionista sia fisicamente presente nell'assemblea sia compatibile con la Direttiva 2007/36/EC?

 

In che modo la Commissione ritiene che le societa' quotate debbano definire e comunicare le modalita' per porre domande da parte degli azionisti, in modo da assicurare che tale diritto sia rispettato appieno? Sergio Cofferati

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile liberamente  CLICCA QUI 

 

In data 3103.14 nel corso dell'assemblea Fiat il presidente J.Elkann mi fa fatto allontanare dalla stessa dalla DIGOS impedendomi il voto eccone la prova:   

DOC DIGOS

 

Sentenze  

1) IL 21.12.12  alle ore 09.00 nel TRIBUNALE TORINO aula 80 C'E'  STATA LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE  PER LA QUERELA DELLA  FIAT,  PER QUANTO DETTO nell'ASSEMBLEA FIAT 2008 .UN TENTATIVO DI IMBAVAGLIARMI, AL FINE DI VEDERE COME  DIFENDO I MIEI DIRITTI E DI TUTTI GLI AZIONISTI DI MINORANZA NELLE ASSEMBLEE .

 Mb

SCAPARONE     SENT Mb

il 24.11.14 alle ore 1200 si tenuto al TRIBUNALE DI TORINO aula 50 ingresso 19 l'udienza finale del mio processo d'appello in seguito alla querela di Fiat per aver detto il 27.03.2008 all'assemblea FIAT che ritengo "Marchionne un'illusionista temerario e spavaldo" e che "la sicurezza Fiat e' responsabile della morte di Edoardo Agnelli per omessa vigilanza". In 1° grado ero stato assolto anche in 2° e nuovamente sia FIAT che PG hanno impugnato per ricorso in Cassazione che mi ha negato la libertà di opinione con una sentenza del 14.09.15.

SOTTO POTETE TROVARE LA DOCUMENTAZIONE

SENT 2013   FIAT 2013  PM 2013 SENT 2015  FIAT 2015  PG 2015  SCA 14.11.14 SCA 24.11.14  SENT CASS

2) il 21 FEBBRAIO 2013  GS-GABETTI sono stati condannati per agiotaggio informativo.

SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULL'ERRORE DEL TRIBUNALE DI TORINO NELL'ASSOLVERE GABETTI E GRANDE STEVENS

SENT CASS  SENT AP TO

 

Ifil-Exor: no risarcimento a parti civili, Consob punta a Cassazione

Borsa Italiana-21/feb/2013

Come parti civili si erano costituite la Consob e due piccoli azionisti, tra cui Marco Bava, noto per il suo attivismo in molte assemblee. "Non so ...

 

SU INTERNET IL  LIBRO DI GIGI MONCALVO  SULL'OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

PRES LIBRO   COP LIBRO DICEMBRE

Edoardo, un Agnelli da dimenticare

 

Marco Bernardini non ha le prove del suicidio io ho molte prove dell'omicidio che sono state illustrate in 5 libri di cui l'ultimo e' l'ultimo di Puppo :

EDOARDO AGNELLI, UN GIALLO TROPPO COMPLICATO - DIRITTO DI CRONACA

Ma Lapo ricorda il suo cane :

http://www.today.it/rassegna/morto-cane-lapo-elkann-comodino.html

 

 

La vostra voce in Europa - Consultazioni aperte - IT

 

 

www.italiachecambia.org

www.jobyourlife.com

www.osservatoriodannoallapersona.org

www.valserena.it PER PRODOTTI NATURALI

 rowdfundingbuzz.it

http:/fliiby.com/marcobava/?utm_source=in150&utm_medium=email&utm_campaign=life_cycle

http://paoloferrarocdd.blogspot.it/

 

Sarà operativa dal 9 gennaio la nuova piattaforma per la risoluzione alternativa delle controversie online messa in campo dalla Commissione europea. Gli organismi di risoluzione alternativa delle controversie (Adr) notificati dagli Stati membri potranno accreditarsi immediatamente, mentre consumatori e professionisti potranno accedere alla piattaforma a partire dal 15 febbraio 2016, all'indirizzo

http://ec.europa.eu/consumers/odr/

 

 

http://www.freevillage.it/ sito avv.Mario Piccolino ucciso il 29.05.15

 

VIDEO Mb

https://youtu.be/ACwrglgdOeA

https://youtu.be/gQoC1u6yWOM

https://youtu.be/pJ3Y_oSqMV8

https://youtu.be/cSQo3ljpM-Y

 

 

 

 http://www.barattobb.it/

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Videoinforma :  www marcobava.it

 

SE VUOI VEDERE COME VA IL MOND0 VAI SU : https://youtu.be/3sqdyEpklFU

 

 

NO AL NUCLEARE , SULL'H2-FOTOVOLTAICO  NON SI SPECULA
  1. IL RAZIONAMENTO ENERGETICO NON RISOLTO CON LE RINNOVABILI PUO' ESSERE USATO  PER  GIUSTIFICARE IL NUCLEARE CHE UCCIDE VEDI RUSSIA E GIAPPONE.
  2. CON LA SCUSA DEL NUCLEARE SI PUO' FAR PAGARE 10 QUELLO CHE VALE 1
  3. MENTRE LA FRANCIA INVESTE PER SANARE LO SFASCIO DEL NUCLEARE L'ITALIA CI VUOLE ENTRARE ?
  4. GLI INCIDENTI NUCLEARI IN RUSSIA E GIAPPONE NON CI HANNO INSEGNATTO NULLA ? NE VOGLIAMO UNO ANCHE IN ITALIA ?

 

 

L'Ucraina in fiamme - Documentario di Igor Lopatonok Oliver Stone 2016 (sottotitoli italiano)

https://www.youtube.com/watch?v=2AKpsBF-bvo

"Abbiamo creato un archivio online per documentare i crimini di guerra della Russia". Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. "Le prove raccolte delle atrocità commesse dall'esercito russo in Ucraina garantiranno che questi criminali di guerra non sfuggano alla giustizia", aggiunge, con il link al sito in inglese

https://war.ukraine.ua/russia-war-crimes/

 

 

 

Cosa c’entra il climate change con l’incidente al ghiacciaio della Marmolada?

 

Temperature di 10°C a 3.300 metri di altezza da giorni, anomalie termiche pronunciate da maggio. Sono questi i fattori alla base del crollo del seracco che ha travolto due cordate di alpinisti domenica 3 luglio sotto Punta Penia

 

Ghiacciaio della Marmolada: il climate change fa almeno 6 morti
crediti: Local Team

Il ghiacciaio della Marmolada si sta ritirando di 6 metri l’anno

(Rinnovabili.it) – Almeno 10 morti, 9 feriti e un disperso. È il bilancio provvisorio dell’incidente che ha coinvolto il 3 luglio due cordate di alpinisti nella zona di Punta Rocca, proprio sotto il ghiacciaio della Marmolada. Una parte del ghiacciaio è collassata per le temperature elevate, scivolando rapidamente a valle in una enorme valanga di ghiaccio, pietre e acqua fusa.

La dinamica dell’incidente

Verso le 14 del 3 luglio ha ceduto un seracco del ghiacciaio della Marmolada, la vetta più alta delle Dolomiti, tra Punta Rocca e Punta Penia a oltre 3000 metri di quota. La scarica che si è creata è stata imponente, alta 60 metri con un fronte largo circa 200, e ha investito un tratto della via normale per la cima di Punta Penia precipitando a 300 km/h.

Il punto di distacco del seracco è ben visibile in alto a destra. Crediti: Local Team.

Ogni ghiacciaio ha dei seracchi, blocchi di ghiaccio che assomigliano a dei pinnacoli e si formano con il movimento del corpo glaciale. Scorrendo verso il basso, il ghiacciaio incontra delle variazioni nella pendenza della montagna. Queste deformano il ghiacciaio e provocano la formazione di crepacci, che a loro volta danno luogo a delle “torri” di ghiaccio, i seracchi. Queste formazioni, seppur normali, sono per loro natura instabili. Tendono a cadere a valle, ricompattandosi con il resto del corpo glaciale, ed è difficile prevedere quando esattamente un evento del genere si può verificare.

Il climate change sul ghiacciaio della Marmolada

Il distacco del seracco dal ghiacciaio della Marmolada, con ogni probabilità, è stato facilitato e reso più rovinoso dal cambiamento climatico. Negli ultimi giorni, anche sulle cime di quel settore delle Dolomiti il termometro è salito regolarmente a 10°C. Ma è da maggio che si registrano anomalie termiche molto pronunciate.

Anomalie che investono tutto l’arco alpino. Sulla cima del monte Sonnblick, in Austria, 100 km più a nord-est, uno degli osservatori con le serie storiche più lunghe e affidabili della regione alpina ieri segnalava il quasi completo scioglimento del manto nevoso. Un dato che illustra molto bene quanto l’estate del 2022 sia eccezionale: lì la neve non si era mai sciolta prima del 13 agosto (capitò nel 1963 e nel caldissimo 2003).

Che legame c’è tra il crollo del seracco e le temperature elevate? Secondo la società meteorologica alpino-adriatica, “il ghiacciaio si è destabilizzato alla base a causa della grande disponibilità di acqua di fusione dopo settimane di temperature estremamente elevate e superiori alla media”. Il caldo ha accelerato lo scioglimento del ghiacciaio: “la lubrificazione dell’acqua alla base (o negli interstrati) e l’aumento della pressione nei crepacci pieni d’acqua sono probabilmente le cause principali di questo evento catastrofico”.

Normalmente, il ghiaccio sciolto – acqua di fusione – penetra fra gli strati di ghiaccio o direttamente sul fondo del ghiacciaio, incuneandosi tra massa glaciale e rocce sottostanti, per sgorgare poi al fondo della lingua glaciale. Questo processo “lubrifica” il ghiacciaio, accelerandone lo scivolamento, ma può anche creare delle “sacche” piene d’acqua che non trova uno sfogo e preme sul resto del ghiacciaio.

Come tutti gli altri ghiacciai alpini, anche il ghiacciaio della Marmolada è in veloce ritirata a causa del riscaldamento globale. L’ultima campagna di rilevazioni, condotta dal Comitato Glaciologico Italiano e da Arpa Veneto lo scorso agosto, ha segnalato un ritiro di 6 metri in appena 1 anno, mentre la perdita complessiva di volume raggiunge il 90% in 100 anni.

Il cambiamento climatico corre più veloce sulle Alpi che nel resto del pianeta, facendo delle terre alte uno dei settori più vulnerabili. Un aumento della temperatura globale di 1,5 gradi si traduce in un innalzamento, sulle montagne italiane, di 1,8 gradi (con un margine d’errore di ±0,72°C). Superare i 2 gradi a livello globale significa invece Alpi 2,51°C più calde (±0,73°C). Ma durante i mesi estivi, l’aumento di temperatura è ancora più pronunciato e può arrivare, rispettivamente, a 2,09°C ±1,24°C e a 2,81°C ±1,23°C.

 

 

https://www.rinnovabili.it/ambiente/impatti-ambientali-delle-guerre/

 

 

 

 

 

 

IL VERO OBBIETTIVO DELLA MAFIA ESSERE LEGITTIMATA A TRATTARE ALLA PARI CON LO STATO.

QUESTO LA HA FATTO LO GIURISPRUDENZA DELLA TRATTATIVA STATO MAFIA  CHE HA LEGITTIMATO DI FATTO LA MAFIA A TRATTARE ALLA PARI CON LO STATO.

LA RESPONSABILITA' DEI SERVIZI SEGRETI NELLA MORTE DI FALCONE E BORSELLINO , E PALESE.

I SERVIZI SEGRETI DIPENDONO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO


Dichiarazione di Giuliano AMATO

«Stragi del '92 con matrice oscura. Giusto l'intervento di Pisanu» - INTERVISTA

(02 luglio 2010) - fonte: Corriere della Sera - Giovanni Bianconi - inserita il 02 luglio 2010 da 31

«Certo che il nostro è uno strano Paese», esordisce Giuliano Amato, presidente del Consiglio nel 1992 insanguinato dalle stragi di mafia, e dunque testimone diretto di quella drammatica stagione rievocata nella relazione del presidente della commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu.

Perché, presidente?

«Perché quando un personaggio di primissimo rango come Giulio Andreotti esce indenne da un lungo processo si dice che questo capita se si confonde la responsabilità penale con quella politica, mentre quando un presidente dell`Antimafia come Pisanu si sforza di cercare responsabilità politiche laddove non ne sono state individuate di penali gli si risponde che bisogna lasciar lavorare i giudici. Ma allora che bisogna fare?».

Secondo lei?

«Secondo me il lavoro di Pisanu è legittimo e prezioso, perché può aiutare la politica a cercare delle chiavi di lettura che non possono sempre venire dalla magistratura. E a trovare finalmente il giusto modo di affrontare la questione mafiosa. Provando a capire che cosa è accaduto in passato si può affrontare meglio anche il presente».

Il passato, in questo caso, sono le stragi del 1992 e 1993. Lei divenne capo del governo dopo la morte di Giovanni Falcone e prima di quella di Borsellino. Ha avuto la sensazione di «qualcosa di simile a una trattativa», come dice Pisanu?

«Sinceramente no. L`ho detto anche ai procuratori di Caltanissetta quando mi hanno interrogato.
Io in quelle settimane ero molto impegnato ad affrontare l`emergenza economico-finanziaria, dovevamo fare una manovra da 30.000 miliardi di lire per il`92 e impostare quella del `93. La strage di via D`Amelio ci colse nel pieno dei vertici economici internazionali.
Ricordo però che dopo quel drammatico avvenimento ebbi quasi un ordine da Martelli, quello di far approvare subito il decreto-legge sul carcere duro per i mafiosi varato dopo l`eccidio di Capaci. Andai di sera dal presidente del Senato Spadolini, ed ottenni una calendarizzazione ad horas del provvedimento».

Dei contatti tra alcuni ufficiali del Ros dei carabinieri e l`ex sindaco mafioso di Palermo Ciancimino lei sapeva qualcosa, all`epoca?

«No, però voglio dire una cosa. Che ci sia stato un certo lavorio di qualche apparato a livello inferiore è possibile, ma pensare che dei contatti poco chiari potessero avere una sponda in Nicola Mancino che era stato appena nominato ministro dell`Interno è un ipotesi che considero offensiva, in primo luogo per lo stesso Mancino. Sulle ragioni della sua nomina è Arnaldo Forlani che può fare chiarezza».

Perché?

«Perché la Dc di cui allora era segretario decise, o fu spinta a decidere, che bisognava tagliare Gava dal governo. Ma a Gava bisognava comunque trovare una via d`uscita onorevole, individuata nella presidenza del gruppo al Senato che era di Mancino».

L`ex presidente del Consiglio Ciampi ha ripetuto che dopo le stragi del '93 lui, da Palazzo Chigi, ebbe timore di un colpo di Stato. Lei pensò qualcosa di simile, nello stesso posto, dopo le bombe del '92?

«No, ma del resto non ebbi timori di quel genere nemmeno dopo le stragi degli anni Settanta. All`indomani di via D`Amelio non ebbi allarmi particolari dal ministro dell`Interno, né dal capo della polizia Parisi o da quelli dei servizi segreti. Parisi lo trovai ai funerali di Borsellino, dove io e il presidente Scalfaro subimmo quasi un`aggressione e avemmo difficoltà ad entrare in chiesa.
Ma attribuimmo l`episodio alla rabbia contro lo Stato che non era riuscito ad evitare quella morte. Il problema che ancora oggi resta insoluto è la vera matrice di quelle stragi».

Che intende dire?

«Che per la mafia furono un pessimo affare. Non solo quella di via D`Amelio, dopo la quale Martelli applicò immediatamente il regime di carcere duro a centinaia di boss, ma anche quella di Capaci. Certo, Falcone era un nemico, ma in quel momento un`impresa economico-criminale come Cosa Nostra avrebbe avuto tutto l`interesse a stare lontana dai riflettori, anziché accenderli con quella manifestazione di violenza. Quali interessi vitali dell`organizzazione mafiosa stava mettendo in pericolo, Falcone?
La spiegazione che volevano eliminare un magistrato integerrimo, come lui o come Borsellino, è troppo semplice. In ogni caso potevano ucciderlo con modalità meno eclatanti, come hanno fatto in altre occasioni. Invece vollero colpire lui e insieme lo Stato, imponendo una devastante dimostrazione di potere».

Chi può esserci allora, oltre a Cosa nostra, dietro gli attentati che per la mafia furono controproducenti?

«Purtroppo non lo sappiamo, ma è questa la domanda-chiave a cui dovremmo trovare la risposta. Perché vede, per le stragi degli anni Settanta si sono trovate molte spiegazioni; compresa quella che sosteneva il prefetto Parisi, il quale immaginava un ruolo dei servizi segreti israeliani per punire la politica estera italiana sul versante palestinese. E per le stragi del 1993 io trovo abbastanza convincente la tesi di una ritorsione per il carcere duro affibbiato a tanti boss e soprattutto al loro capo, Riina, arrestato all`inizio dell`anno. Per quelle del`92, invece, non riesco a immaginare motivazioni mafiose sufficienti a superare le ripercussioni negative. E questo conferma l`ipotesi di qualche condizionamento esterno rispetto ai vertici di Cosa nostra.
Perciò ha ragione Pisanu a interrogarsi e chiedere di fare luce».

Anche laddove i magistrati non riescono ad arrivare?

«Ma certo. Noi siamo arrivati al limite del giuridicamente accettabile con il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, che io condivido ma che faccio fatica a spiegare all`estero.
Al di là di quel reato, però, non ci sono solo i boy scout; possono esistere rapporti pericolosi, magari meno diretti o meno importanti, ma pur sempre rapporti. E di questi dovrebbe occuparsi la politica, prima dei magistrati».

Infatti Andreotti e Cossiga, agli ordini  di Henry Kissinger,  se ne interessarono con Delle Chiaie che rappresentava un estremismo di destra che teneva rapporti con la mafia di Rejna , secondo Lo Cicero.

 

 

 

CARO PIERO ANGELA UOMO DI STATO

CARO

 

 

ESPERIENZA STORICA DELL'ARROGANZA DELLA FIAT

https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2022/07/watchfolder-tgr-piemonte-web-de-ponte-auto-elettrica-vl-tg1tgp2mxf-5f9b9ee5-2a7f-4d92-81c5-52a913e172bc.html

 

 

Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e Wikileaks

 

 FATTI NO BLA BLA BLA  DELLA STAMPA PER CONDIZIONARE LA VITA DELLE PERSONE CHE NON PENSANO PRIMA DI AGIRE

LE NON RISPOSTE DI DRAGHI E CINGOLANI DOCUMENTATE DA REPORT

DRAGHI NO RISP

QUALE E' LA VERITA' SUI MANDANTI DELLA MORTE DI FALCONE E BORSELLINO ?

Era il 23 maggio del 1992 quando Giovanni Falcone guidava la Fiat Croma della sua scorta che lo accompagnava dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo.

Assieme a lui c’erano la moglie Francesca Morvillo, e l’autista Giuseppe Costanza che quel giorno sedeva dietro.

Nel corteo delle auto che accompagnano il magistrato palermitano c’erano anche altre due auto, la Fiat Croma marrone sulla quale viaggiavano gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, e la Fiat Croma azzurra sulla quale erano presenti gli agenti Paolo Capuzza, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.

Alle 17:57 circa, secondo la ricostruzione della versione ufficiale, viene azionato da Giovanni Brusca il telecomando della bomba posta sotto il viadotto autostradale nel quale passava il giudice Falcone.

La prima auto, quella degli agenti Montinaro, Schifani e Dicillo viene sbalzata in un campo di ulivi che si trovava vicino alla carreggiata. Muoiono tutti sul colpo.

L’auto di Falcone e di sua moglie Francesca viene investita da una pioggia di detriti e l’impatto tremendo scaglia entrambi contro il parabrezza della macchina.

In quel momento sono ancora vivi, ma le ferite riportate sono molto gravi ed entrambi moriranno nelle ore successive all’ospedale.

L’autista Giuseppe Costanza sopravvive miracolosamente alla strage ed è ancora oggi vivo.

Mai in Italia la mafia era riuscita ad eseguire una operazione così clamorosa e così ben congegnata tale da far pensare ad un coinvolgimento di apparati terroristici e militari che andavano ben oltre le capacità di Cosa Nostra.

Capaci è una strage unica probabilmente anche a livello internazionale. Fu fatta saltare un’autostrada con 200 kg di esplosivo da cava. Appare impossibile pensare che furono soltanto uomini come Giovanni Brusca o piuttosto Totò Riina soprannominato Totò U Curtu potessero realizzare qualcosa del genere.

Impossibile anche che nessuno si sia accorto di come nei giorni precedenti sia stata portata una quantità considerevole di esplosivo sotto l’autostrada senza che nessuno notasse nulla.

È alquanto probabile che gli attentatori abbiano utilizzato dei mezzi pesanti per trasportare il tritolo e il T4 utilizzati per preparare l’ordigno.

Il via vai di mezzi deve essere stato frequente ed è difficile pensare che questo passaggio non sia stato notato da nessuno nelle aree circostanti.

Così come è impossibile che gli attentatori sapessero l’ora esatta in cui Falcone sarebbe sbarcato a Palermo senza avere una qualche fonte dall’interno che li informasse dei movimenti e degli spostamenti del magistrato.

Capaci per tutte le sue caratteristiche quindi è un evento che appare del tutto inattuabile senza il coinvolgimento di elementi infedeli presenti nelle istituzioni che diedero agli attentatori le informazioni necessarie per eseguire la strage.

Senza i primi, è impossibile sapere chi sono i veri mandanti occulti dell’eccidio che è costato la vita a 5 persone e che sconvolse l’Italia.

E per poter comprendere quali siano questi mandanti occulti è necessario guardare a cosa stava lavorando Falcone nelle sue ultime settimane di vita.

Senza posare lo sguardo su questo intervallo temporale, non possiamo comprendere nulla di quello che accadde in quei tragici giorni.

La stampa nostrana sono trent’anni che ci offre una ricostruzione edulcorata e distorta della strage di Capaci.

Ci vengono mostrate a ripetizione le immagini di Giovanni Brusca. Ci è stato detto tutto sulla teoria strampalata che vedrebbe Silvio Berlusconi tra i mandanti occulti dell’attentato, teoria che pare aver trovato una certa fortuna tra gli allievi liberali montanelliani, quali Peter Gomez e Marco Travaglio.

Non ci viene detto nulla però su ciò che stava facendo davvero Giovanni Falcone prima di morire.

L’indagine di Falcone sui fondi neri del PCI

All’epoca dei fatti, Falcone era direttore generale degli affari penali, incarico che aveva ricevuto dall’allora ministro della Giustizia, Claudio Martelli.

Nei mesi prima di Capaci, Falcone riceve una vera e propria richiesta di aiuto da parte di Francesco Cossiga, presidente della Repubblica.

Cossiga chiede a Falcone di fare luce sulla marea di fondi neri che erano piovuti da Mosca dal dopoguerra in poi nelle casse dell’ex partito comunista italiano.

Si parla di somme da capogiro pari a 989 miliardi di lire che sono transitati dalle casse del PCUS, il partito comunista dell’Unione Sovietica, a quelle del PCI.

La politica del PCUS era quella di finanziare e coordinare le attività dei partiti comunisti fratelli per diffondere ed espandere ovunque l’influenza del pensiero marxista e leninista e dell’URSS che si dichiarava custode di quella ideologia.

Questa storia è raccontata dettagliatamente in un avvincente libro intitolato "Il viaggio di Falcone a Mosca" firmato da Francesco Bigazzi e da Valentin Stepankov, il procuratore russo che stava collaborando con Falcone prima di essere ucciso.

Il sistema di finanziamento del PCUS era piuttosto complesso e spesso si rischia di perdersi in un fitto dedalo di passaggi e sottopassaggi nei quali è spesso difficile comprendere dove siano finiti effettivamente i fondi.

I finanziamenti erano erogati dal partito comunista sovietico agli altri suoi satelliti nel mondo e di questo c’è traccia nelle carte esaminate da Stepankov.

Ricevevano fondi il partito comunista francese e persino il partito comunista americano rappresentato da Gus Hall che a Mosca assicurava tutto il suo impegno contro l’imperialismo americano portato avanti da Ronald Reagan.

Il partito comunista italiano era però quello che riceveva la quantità di fondi più ingenti perché questo era il partito comunista più forte d’Occidente ed era necessario nell’ottica di Mosca assicurargli un costante sostegno per tenera aperta la possibilità di spostare l’Italia dall’orbita del patto Atlantico a quella del patto di Varsavia.

Una eventualità che se fosse mai avvenuta avrebbe provocato non solo la probabile fine della stessa NATO ma anche un probabile conflitto tra Washington e Mosca che si contendevano un Paese fondamentale, allora come oggi, per gli equilibri dell’Europa e del mondo.

Ed è in questa ottica che va vista la strategia della tensione ispirata e attuata da ambienti atlantici per impedire che Roma si avvicinasse troppo a Mosca.

Nell’ottica di questa strategia era necessario colpire la popolazione civile attraverso gruppi terroristici, ad esempio le Brigate Rosse, infiltrati da ambienti dell’intelligence americana per eseguire azioni clamorose, su tutte il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.

Il sangue versato dall’Italia nel dopoguerra per volontà del cosiddetto stato profondo di Washington è stato versato per impedire all’Italia di intraprendere un cammino politico che avrebbe potuto allontanarla troppo dalla sfera di dominio Euro-Atlantica non tanto per approdare in quella sovietica, ma piuttosto, secondo la visione di Moro, nel campo dei Paesi non allineati né con un blocco né con l’altro.

Nel 1992 questo mondo era già crollato e non esisteva più la cosiddetta minaccia sovietica. A Mosca regnava il caos. Una epoca era finita e l’URSS era crollata non per via della sua struttura elefantiaca, come pretende di far credere una certa vulgata atlantista, ma semplicemente perché si era deciso di demolirla dall’interno.

La perestrojka, termine russo che sta per ristrutturazione, di cui l’ex segretario del PCUS, Gorbachev, fu un convinto sostenitore fu ciò che preparò il terreno alla caduta del blocco sovietico.

Gorbachev era ed è un personaggio molto vicino agli ambienti del globalismo che contano e fu uno dei primi sovietici ad essere elogiato e sostenuto dal gruppo Bilderberg che nel 1987 guarda con vivo interesse e ammirazione alla sua apertura al mondo Occidentale.

Al Bilderberg c’è il gotha della società mondiale in ogni sua derivazione politica, economica, finanziaria e ovviamente mediatica senza la quale sarebbe stato impossibile perseguire i piani di questa struttura paragovernativa internazionale.

Uno dei membri di spicco di questo club, David Rockefeller, ringraziò calorosamente alcuni anni dopo gli esponenti della stampa mondiale, soprattutto quella anglosassone, per aver taciuto le attività di questa società segreta che senza il silenzio dei media non sarebbe mai riuscita a portare avanti indisturbata i suoi piani.

Nella visione di questi ambienti, l’URSS, di cui, sia chiaro, non si ha nostalgia, era comunque diventata ingombrante e doveva essere rimossa.

Il segretario del partito comunista, Gorbachev, attraverso le sue “riforme” ebbe un ruolo del tutto fondamentale nell’ambito del raggiungimento di questo obbiettivo.

I signori del Bilderberg avevano deciso che gli anni 90 avrebbero dovuto essere gli anni della globalizzazione e della concentrazione di un potere mai visto nelle mani della NATO che per poter avvenire doveva passare dall’eliminazione del blocco opposto, quello dell’Unione Sovietica.

Il crollo dell’URSS ebbe un impatto devastante sulla società post-sovietica russa. Moltissimi dirigenti, 1746, si tolsero la vita. Un numero di morti per suicidio che non trova probabilmente emuli nella storia politica recente di nessun Paese.

Alcuni suicidi furono piuttosto anomali e si pensò che alcuni influenti notabili di Mosca in realtà siano stati suicidati per non far trapelare le verità scomode che sapevano riguardano ai finanziamenti del partito.

A Mosca era iniziato il grande saccheggio e le svendite di tutto quello che era il patrimonio pubblico dello Stato.

L’URSS era uscita dall’era della proprietà collettivizzata per entrare in quella del neoliberismo più feroce e selvaggio così come avvenne per gli altri Paesi dell’Europa Orientale che furono messi all’asta e comprati da corporation angloamericane.

Il procuratore russo Stepankov voleva far luce sulla enorme quantità di soldi che era uscita dalle casse del partito. Voleva capire dove fosse finito tutto questo denaro e come esso fosse stato speso.

Per fare questo, chiese assistenza all’Italia e il presidente Cossiga girò questa richiesta di aiuto all’allora direttore generale degli affari penali, Giovanni Falcone.

Falcone accettò con entusiasmo e ricevette a Roma nel suo ufficio il procuratore Stepankov per avviare quella collaborazione, inedita dal secondo dopoguerra in poi, tra l’Italia e la neonata federazione russa.

Al loro primo incontro, Falcone e Stepankov si piacciono subito. Entrambi si riconoscono una integrità e una determinazione indispensabili per degli inquirenti determinati a comprendere cosa fosse accaduto con quella enorme quantità di denaro che aveva lasciato Mosca per finire in Italia.

I fondi venivano stanziati in dollari e poi convertiti in lire ma per poter completare questo passaggio era necessaria l’assistenza di un’altra parte, che Falcone riteneva essere la mafia che in questo caso avrebbe agito in stretto contatto con l’ex PCI.

I legami tra PCI e mafia non sono stati nemmeno sfiorati dai media mainstream italiani. La sinistra progressista si è attribuita una sorta di primato morale nella lotta alla mafia quando questa storia e questa indagine rivelano invece una sua profonda contiguità con il fenomeno mafioso.

L’indagine di Falcone rischiava di mandare a monte il piano di Mani Pulite

Giovanni Falcone era determinato a fare luce su questi legami, ma non fece in tempo. Una volta iniziata la sua collaborazione con Stepankov la sua vita fu stroncata brutalmente nella strage di Capaci.

Era in programma un viaggio del magistrato nei primi giorni di giugno a Mosca per continuare la collaborazione con Stepankov.

Il giudice si stava avvicinando ad una verità scabrosa che avrebbe potuto travolgere l’allora PDS che aveva abbandonato la falce e martello del partito comunista due anni prima nella svolta della Bolognina inaugurata da Achille Occhetto.

Il PCI si stava tramutando in una versione del partito democratico liberal progressista molto simile a quella del partito democratico americano.

Il processo di conversione era già iniziato anni prima quando a Washington iniziò a recarsi sempre più spesso Giorgio Napolitano che divenne un interlocutore privilegiato degli ambienti che contano negli Stati Uniti, soprattutto quelli sionisti e atlantisti.

A Washington avevano già deciso probabilmente in quegli anni che doveva essere il nuovo partito post-comunista a trascinare l’Italia nel girone infernale della globalizzazione.

Il 1992 fu molto di più che l’anno della caccia alle streghe giudiziaria. Il 1992 fu una operazione internazionale decisa nei circoli del potere anglo-sionista che aveva deciso di liberarsi di una classe politica che, seppur con tutti i suoi limiti, aveva saputo in diverse occasioni contenere l’atlantismo esasperato e aveva saputo esercitare la sua sovranità come accaduto a Sigonella nel 1984 e come accaduto anche con l’omicidio di Aldo Moro, che pagò con la vita la decisione di voler rendere indipendente l’Italia dall’influenza di questi centri di potere transnazionali.

Il copione era quindi già scritto. Il pool di Mani Pulite agì come un cecchino. Tutti i partiti vennero travolti dalle inchieste giudiziarie e tutti finirono sotto la gogna mediatica della pioggia di avvisi di garanzia che in quel clima da linciaggio popolare equivalevano ad una condanna anticipata.

Il PSI di Craxi fu distrutto così come la DC di Andreotti. Tutti vennero colpiti ma le inchieste lasciarono, “casualmente”, intatto il PDS.

Eppure era abbastanza nota la corruzione delle cosiddette cooperative rosse, così come era nota la corruttela che c’era nel partito comunista italiano che riceveva fondi da una potenza straniera, allora nemica, e poi li riciclava attraverso la probabile assistenza di organizzazioni mafiose.

Questa era l’ipotesi investigativa alla quale stava lavorando Giovanni Falcone e questa era la stessa ipotesi che subito dopo raccolse Paolo Borsellino, suo fraterno amico e magistrato ucciso soltanto 55 giorni dopo a via d’Amelio.

Mai la mafia era giunta a tanto, e non era giunta a tanto perché non era nelle sue possibilità. C’è un unico filo rosso che lega queste due stragi e questo filo rosso porta fuori dai confini nazionali.

Porta direttamente in quei centri di potere che avevano deciso che tutta la ricchezza dell’industria pubblica italiana fosse smantellata per essere portata in dote alla finanza anglosionista.

Questi stessi centri di potere globali avevano deciso anche che dovesse essere il nuovo PDS a proseguire lo smantellamento dell’economia italiana attraverso la sua adesione alla moneta unica.

E fu effettivamente così, salvo la parentesi berlusconiana del 94. Il PDS portò l’Italia sul patibolo dell’euro e di Maastricht e privò della sovranità monetaria il Paese agganciandola alla palla al piede della moneta unica, arma della finanza internazionale.

E fu il turbare di questi equilibri che portò alla prematura morte dei magistrati Falcone e Borsellino. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano messo le mani sui fili dell’alta tensione. Quelli di un potere così forte che fa impallidire la mafia.

I due brillanti giudici sapevano che il fenomeno mafioso non poteva essere compreso se non si guardava al piano superiore, che era quello costituito dalla massoneria e dal potere finanziario.

Cosa Nostra e le altre organizzazioni sono solamente della manovalanza di un potere senza volto molto più potente.

È questa la verità che non viene raccontata agli italiani che ogni anno quando si celebrano queste stragi vengono sommersi da un fiume di retorica o da una scadente cinematografia di regime che mai sfiora la verità su quanto accaduto in quegli anni e mai sfiora il vero potere che eseguì il colpo di Stato del 1992 e che insanguinò l’Italia nello stesso anno.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono due figure che vanno ricordate non solo per il loro eroismo, ma per la loro ferma volontà e determinazione nel fare il loro mestiere, anche se questo voleva dire pagare con la propria vita.

Lo fecero fino in fondo sapendo di sfidare un potere enormemente più forte di loro. Sapevano che in gioco c’erano equilibri internazionali e destini decisi da uomini seduti nei consigli di amministrazione di banche e corporation che erano i veri registi della mafia.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vanno ricordati perché sono due eroi italiani che si sono opposti a ciò che il Nuovo Ordine Mondiale aveva deciso per l’Italia e pur di farlo non hanno esitato a sacrificare la loro vita.

Oggi, trent’anni dopo, sembra che stiano per chiudersi i conti con quanto accaduto nel 1992 e l’Italia sembra più vicina all’avvio di una nuova fase della sua storia, una nella quale potrebbe esserci la seria possibilità di avere una sovranità e una indipendenza come non la si è avuta dal 1945 in poi.

 

 

 

Autovelox mobili: la multa non è valida se non sono segnalati
multe autovelox

La Cassazione ha confermato che anche gli autovelox posti sulle pattuglie delle varie forze dell’ordine devono essere adeguatamente segnalati.
Autovelox mobili: la multa non è valida se non sono segnalati

AUTOVELOX MOBILI - Subire una multa per eccesso di velocità non è certamente piacevole, soprattutto perché questo comporta la necessità di dover mettere mano al portafoglio per una spesa imprevista. Ci sono però delle situazioni in cui la sanzione può essere ritenuta non valida e quindi annullata, come indicata da una recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione. Che ha così chiarito i dubbi su cosa può accadere nel caso in cui l’autovelox presente in un tratto di strada non sia opportunamente segnalato: l’obbligo è valido anche per gli autovelox mobili montati sulle auto della polizia.

UNA LUNGA TRAFILA LEGALE - La vicenda trae origine da un’automobilista di Feltre (Belluno) aveva subito sei anni fa una multa per eccesso di velocità dopo essere stato sorpreso a 85 km/h in un tratto di strada in cui il limite era invece di 70 m/h. Una pattuglia della polizia presente sul posto dotata di autovelox Scout Speed aveva provveduto a sanzionarlo. L’uomo era però convinto di avere subito un’ingiustizia e aveva così deciso di fare ricorso. Alla fine, nonostante la trafila sia stata particolarmente lunga, è stato proprio il conducente a vincere fino ad arrivare alla sentenza della Cassazione emessa pochi giorni fa.

LA SENTENZA - Nella quale si legge: "In attuazione del generale obbligo di preventiva e ben visibile segnalazione, contempla la possibilità di installare sulle autovetture dotate del dispositivo Scout Speed messaggi luminosi contenenti l'iscrizione “controllo velocità” o “rilevamento della velocità”, visibili sia frontalmente che da tergo. Molteplici possibilità di impiego e segnalazione sono correlate alle caratteristiche della postazione, fissa o mobile, sicché non può dedursi alcuna interferenza negativa che possa giustificare, avuto riguardo alle caratteristiche tecniche della strumentazione impiegata nella postazione di controllo mobile, l'esonero dall'obbligo della preventiva segnalazione".

 

  

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE:

NO-ISIS.cloud

www.no-isis.cloud

per non fare diventare l'ITALIA un'hotspot europeo dell'immigrazione in quanto bisogna resistere come italiani nel nostro paese dando agli immigrati un messaggio forte e chiaro : ogni paese puo' svilupparsi basta impegnarsi per farlo con le risorse disponibili e l'intelligenza , che significa adattamento nel superare le difficolta'.

Inventarsi un lavoro invece che fare l'elemosina.

Quanti miracoli ha fatto Maometto rispetto a Gesu' ?

SI ACCETTANO ISCRIZIONI : STATUTO

PROGR ELET

scrivere a :

mailto:no-isis@outlook.con

@mbnoisis

www.facebook.com/No-isiscloud-1713403432283317/

obiettivi:

1) esame d'italiano e storia italiana per gli immigrati

2) lavori socialmente utili

3) pulizia e cucina autonoma

3 gennaio 1917, Suor Lucia nel Terzo segreto di Fatima: Il sangue dei martiri cristiani non smetterà mai di sgorgare per irrigare la terra e far germogliare il seme del Vangelo.  Scrive suor Lucia: “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”. interpretazione del Terzo segreto di Fatima era già stata offerta dalla stessa Suor Lucia in una lettera a Papa Wojtyla del 12 maggio 1982. In essa dice:  «La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [si ascolteranno le mie richieste la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917). La terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, etc.”. Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, etc. E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato; perciò gli uomini sono responsabili».

Le storie degli immigrati occupanti che cercano di farsi mantenere insieme alle loro famiglie , non lavoro come gli immigrati italiani all'estero:

1)  Mi trovavo all'opedale per prenotare una visita delicata , mentre stato parlando con l'infermiera, una donna mi disse di sbrigarmi : era di colore.

2) Mi trovavo in C,vittorio ang V.CARLO ALBERTO a Torino, stavo dando dei soldi ad un bianco che suonava una fisarmonica accanto ai suoi pacchi, arriva un nero in bici e me li chiede

3) Ero su un bus turistico e' salito un nero ha spostato la roba che occupava i primi posti e si e' messo lui

4) Ero in un team di startup che doveva fare proposte a TIM usando strumenti della stessa la minoranza mussulmana ha imposto di prima vedere gli strumenti e poi fare le proposte: molto innovativo !

5) FINO A QUANDO I MUSSULMANI NON ACCETTANO LA PARITA' UOMO DONNA , ANCHE SE LO SCRIVE IL CORANO E' SBAGLIATO. E' INACCETTABILE QUESTO PRINCIPIO CHE CI PORTA INDIETRO.

6) perche' lITALIA deve accogliere tutti ? anche gli alberghi possono rifiutare clienti .

7) Immigrazione ed economia sono interconnesse in quanto spostano pil fuori dal paese.

8) Gli extracomunitari ti entrano in casa senza chiedere permesso. Non solo desiderano la roba d altri ma la prendono.
Forse il primo insegnamento sarebbe il rispetto della liberta' altrui.

 

09.01.19

Tutti i nulllafacenti immigrati Boeri dice che ne abbiamo bisogno : per cosa ? per mantenerli ?

04.02.17l

L'ISIS secondo me sta facendo delle prove di attentato con l'obiettivo del Vaticano con un attacco simultaneo da terra con la tecnica dei camion e dal cielo con aerei come a NY l'11.09.11.

Riforma sostenuta da una maggioranza trasversale: «Non razzismo, ma realismo» Case Atc agli immigrati La Regione Piemonte cambia le regole Gli attuali criteri per le assegnazioni penalizzano gli italiani .

Screening pagato dalla Regione e affidato alle Molinette Nel Centro di Settimo esami contro la Tbc “Controlli da marzo” Tra i profughi in arrivo aumentano i casi di scabbia In sei mesi sono state curate un migliaio di persone.

Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di richiedenti asilo. E gli arrivi sono destinati ad aumentare. L’assessora Cerutti: “Un sistema che da emergenza si sta trasformando in strutturale”. Coinvolgere maggiormente i Comuni.In Piemonte ci sono 14.080 migranti e il flusso non accenna ad arrestarsi: nel primo mese del 2017 sono già sbarcati in Italia 9.425 richiedenti asilo, in confronto ai 6030 dello scorso anno e ai 3.813 del 2015. Insomma, serve un piano. A illustrarlo è l’assessora all’Immigrazione della Regione Monica Cerutti, che spiega come la rete di accoglienza in questi anni sia radicalmente cambiata, trasformando il sistema «da emergenziale a strutturale».

La Regione punta su formazione e compensazioni mentre aumentano i riconoscimenti In Piemonte 14 mila migranti Solo 1200 nella rete dei Comuni A Una minoranza inserita in progetti di accoglienza gestiti dagli enti locali umentano i riconoscimenti delle commissioni prefettizie, meno rigide rispetto al passato prossimo: la tendenza si è invertita, le domande accolte sono il 60% rispetto al 40% dei rigetti. Non aumenta, invece, la disponibilità a progetti di accoglienza e di integrazione da parte dei Comuni. Stando ai dati aggiornati forniti dalla Regione, si rileva che rispetto ai 14 mila migranti oggi presenti in Piemonte quelli inseriti nel sistema Sprar - gestito direttamente dai Comuni - non superano i 1.200. Il resto lo troviamo nelle strutture temporanee sotto controllo dalle Prefetture. Per rendere l’idea, nella nostra regione i Comuni sono 1.2016. La trincea dei Comuni Un bilancio che impensierisce la Regione, alle prese con resistenze più o meno velate da parte degli enti locali: il termometro di un malumore, o semplicemente di indifferenza, che impone un lavoro capillare di convincimento. «Di accompagnamento, di compensazione e prima ancora di informazione contro la disinformazione e certe strumentalizzazioni politiche», - ha precisato l’assessora Monica Cerutti riepilogando le azioni previste nel piano per regionale per l’immigrazione. A stretto giro di posta è arrivata la risposta della Lega Nord nella persona del consigliere regionale Alessandro Benvenuto: «Non esistono paure da disinnescare ma necessità da soddisfare sia in termini di sicurezza e controllo del territorio, sia dal punto di vista degli investimenti. Il Piemonte ha di per sé ben poche risorse, che andrebbero utilizzate per creare lavoro e risolvere i problemi che attanagliano i piemontesi, prima di essere adoperate per far fare un salto di qualità all’accoglienza». Progetti di accoglienza Tre i progetti in campo: «Vesta» (ha come obiettivo il miglioramento dei servizi pubblici che si relazionano con i cittadini di Paesi terzi), “Petrarca” (si occupa di realizzare un piano regionale per la formazione civico linguistica), “Piemonte contro le discriminazioni” (percorsi di formazione e di inclusione volti a prevenire le discriminazioni). Inoltre la Regione ha attivato con il Viminale un progetto per favorire lo sviluppo delle economie locali sostenendo politiche pubbliche rivolte ai giovani ivoriani e senegalesi. Più riconoscimenti Come si premetteva, aumentano i riconoscimenti: 297 le domande accolte dalla Commissione di Torino nel periodo ottobre-dicembre 2016 (status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria); 210 i rigetti. In tutto i convocati erano mille: gli altri o attendono o non si sono presentati. I tempi della valutazione, invece, restano lunghi: un paio di anni, considerando anche i ricorsi. Sul fronte dell’assistenza sanitaria e della prevenzione, si pensa di replicare nel Centro di Castel D’Annone, in provincia di Asti, lo screening contro la tubercolosi che dal marzo sarà attivato al Centro Fenoglio di Settimo con il concorso di Regione, Croce Rossa e Centro di Radiologia Mobile delle Molinette.

INTANTO :«Non sono ipotizzabili anticipazioni di risorse» per l’asilo che Spina 3 attende dal 2009. La lunga attesa aveva fatto protestare molti residenti e c’era chi già stava perdendo le speranze. Ma in Circoscrizione 4, in risposta a un’interpellanza del consigliere della Lega Carlo Morando, il Comune ha messo nero su bianco che i fondi dei privati per permettere la costruzione dell’asilo non ci sono. Quella di via Verolengo resta una promessa non rispettata. Con la crisi immobiliare, la società Cinque Cerchi ha rinunciato a costruire una parte dei palazzi e gli oneri di urbanizzazione versati, spiegò mesi fa l’ex assessore Lorusso, erano andati per la costruzione del tunnel di corso Mortara. Ad ottobre c’è stata una nuova riunione. L’esito è stata la fumata nera da parte dei privati. «Sarà necessario che la progettazione e la realizzazione dell’opera vengano curate direttamente dalla Città di Torino», scrive il Comune nella sua risposta. Senza specificare come e dove verranno reperiti i fondi necessari, né quando si partirà.

 

Tunisia. Frattini: "Proporremo immigrazione circolare" - Il portale dell ...

www.stranieriinitalia.it/.../tunisia-frattini-qproporremo-immigrazione-circolareq.html

20 gen 2011 - L'immigrazione "circolare" è quella in cui i migranti, dopo un certo periodo di lavoro all'estero, tornano nei loro Paesi d'origine. Un sistema più ...

Tutto è iniziato quando è stato chiuso il bar. I 60 stranieri che erano a bordo del traghetto Tirrenia diretto a Napoli volevano continuare a bere. L’obiettivo era sbronzarsi e far scoppiare il caos sulla nave. Lo hanno fatto ugualmente, trasformando il viaggio in un incubo anche per gli altri 200 passeggeri. In mezzo al mare, nel cuore della notte, è successo di tutto: litigi, urla, botte, un tentativo di assalto al bancone chiuso, molestie ai danni di alcuni viaggiatori e persino un’incursione tra le cuccette. La situazione è tornata alla calma soltanto all’alba, poco prima dell’ormeggio, quando i protagonisti di questa interminabile notte brava hanno visto che sulle banchine del porto di Napoli erano già schierate le pattuglie della polizia. Nella nave Janas partita da Cagliari lunedì sera dalla Sardegna era stato imbarcato un gruppo di nordafricani che nei giorni scorsi aveva ricevuto il decreto di espulsione. Una trentina di persone, alle quali si sono aggiunti anche altri immigrati nordafricani. E così a bordo è scoppiato il caos. Il personale di bordo ha provato a riportare la calma ma la situazione è subito degenerata. Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati. All’arrivo a Napoli, il traghetto è stato bloccato dagli agenti della Questura di Napoli che per tutta la giornata sono rimasti a bordo per identificare gli stranieri che hanno scatenato il caos in mezzo al mare e per ricostruire bene l’episodio. «Il viaggio del gruppo è stato effettuato secondo le procedure previste dalla legge, implementate dalle autorità di sicurezza di Cagliari – si limita a spiegare la Tirrenia - La compagnia, come sempre in questi casi, ha destinato ai passeggeri stranieri un’area della nave, a garanzia della sicurezza dei passeggeri, non essendo il gruppo accompagnato  dalle forze di polizia. Contrariamente a quanto avvenuto in passato, il gruppo ha creato problemi a bordo per tensioni al suo interno che poi si sono ripercosse sui passeggeri». A bordo del traghetto gli agenti della questura di Napoli hanno lavorato per quasi 12 ore e hanno acquisito anche le telecamere della videosorveglianza della nave. Nel frattempo sono scoppiate le polemiche. «I protagonisti di questo caos non sono da scambiare con i profughi richiedenti asilo - commenta il segretario del Sap di Cagliari, Luca Agati - La verità è che con gli sbarchi dal Nord Africa, a cui stiamo assistendo anche in questi giorni, arrivano poco di buono, giovani convinti di poter fare cio’ che vogliono una volta ottenuto il foglio di espulsione, che di fatto è un lasciapassare che garantisce loro la libertà di delinquere in Italia. Cosa deve accadere per far comprendere che va trovata una soluzione definitiva alla questione delle espulsioni?»  In ostaggio per ore Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati, che hanno trasformato il viaggio in un incubo per gli altri 200 passeggeri  21.02.17

Istituto comprensivo Regio Parco La crisi spegne la musica in classe Le famiglie non pagano la retta da 10 euro al mese: a rischio il progetto lanciato da Abbado, mentre la Regione Piemonte finanzia un progetto per insegnare ai bambini italiani la lingua degli immigrati non viceversa.

 Qui Foggia Gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono in container di appena 24 mq Qui Messina Nei rioni Fondo Fucile e Camaro San Paolo le baracche aumentano di anno in anno Donne e bambini Nei rioni nati dopo il sisma le case sono coperte da tetti precari, spesso di Eternit Qui Lamezia Terme Oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica a cielo aperto  Qui Brescia Nelle casette di San Polino le decine di famiglie abitano prefabbricati fatiscenti Da Brescia a Foggia, da Lamezia a Messina. Oltre 50 mila italiani vivono in abitazioni di fortuna. Tra amianto, topi e rassegnazione Caterina ha 64 anni e tenacia da vendere. Con gli occhi liquidi guarda il tetto di amianto sopra la sua testa: «Sono stata operata due volte di tumore, è colpa di questo maledetto Eternit». Indossa una vestaglia a righe bianche e blu. «Vivo qui da vent’anni. D’estate si soffoca, d’inverno si gela, piove in casa e l’umidità bagna i vestiti nei cassetti. Il dottore mi ha detto di andare via. Ma dove?». In fondo alla strada abita Concetta, che tra topi e lamiere trova la forza di sorridere: «A ogni campagna elettorale i politici ci promettono case popolari, ma una volta eletti si dimenticano di noi. Sono certa che morirò senza aver realizzato il mio sogno: un balcone dove stendere la biancheria». Antonio invece no, lui non ride. Digrigna i denti rimasti: «Gli altri li ho persi per colpa della rabbia. In due anni qui sono diventato brutto, mi vergogno». Slum, favela, bidonville: Paese che vai, emarginazione che trovi. Un essere umano su sei, nel mondo, vive in una baraccopoli. In Italia sono almeno 53 mila le persone che, secondo l’Istat, abitano nei cosiddetti «alloggi di altro tipo», diversi dalle case. Cantine, roulotte, automobili e soprattutto baracche. Le storie di questi cittadini invisibili (e italianissimi) sono raccontate nel documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, in onda domenica sera alle 21,15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Le baraccopoli sono non luoghi popolati da un’umanità sconfitta e spesso rassegnata. Donne, uomini, bambini, anziani. Vittime della crisi economica o di circostanze avverse. Vivono in stamberghe all’interno di moderni ghetti al confine con quella parte di città degna di questo nome. Di là dal muro la civiltà. Da questo lato fango, calcinacci, muffa, immondizia, fogne a cielo aperto. A Messina le abitazioni di fortuna risalgono ad oltre un secolo fa, quando il terremoto del 1908 rase al suolo la città. Qui l’emergenza è diventata quotidianità. Fondo Fucile, Giostra, Camaro San Paolo. Eccoli i rioni del girone infernale dei diseredati. Legambiente ha censito più di 3 mila baracche e altrettante famiglie. I topi, invece, sono ben di più. A Lamezia Terme oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica. Tra loro c’è Cosimo, che vorrebbe andare via: «Non per me, ma per mio figlio, ha subìto un trapianto di fegato». A Foggia gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono nei container di 24 mq. Andrea abita invece nelle casette di San Polino a Brescia, dove un prefabbricato fatiscente è diventato la sua dimora forzata: «Facevo l’autotrasportatore. Dopo due ictus ho perso patente e lavoro. I miei figli non sanno che abito qui. Non mi è rimasto nulla, nemmeno la dignità». Sognando un balcone «Il mio sogno? È un balcone dove stendere la biancheria», dice la signora Caterina nIl documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, andrà in onda domani sera alle 21.15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Su Sky Atlantic Il documentario 3 domande a Sergio Ramazzotti registra e fotografo “Così ho immortalato la vita dentro quelle catapecchie” Chi sono gli abitanti delle baraccopoli? «Sono cittadini italiani, spesso finiti lì per caso. Magari dopo aver perso il lavoro o aver divorziato». Quali sono i tratti comuni? «Chi finisce in una baracca attraversa fasi simili a quelle dei malati di cancro. Prima lo stupore, poi la rabbia, il tentativo di scendere a patti con la realtà, la depressione, infine la rassegnazione». Cosa ci insegnano queste persone? «È destabilizzante raccontare donne e uomini caduti in disgrazia con tanta rapidità. Sono individui come noi. La verità è che può succedere a chiunque». Baraccopolid’Italia

01.03.17

GLI ITALIANI AIUTANO più FACILMENTE GLI EXTRACOMUNITARI RISPETTO AGLI ITALIANI.

 

 

 

SE VUOI SCRIVERTI UN BREVETTO CONSULTA dm.13.01.10 n33

13/01/2010 - Decreto ministeriale del 13 gennaio 2010, n. 33 - Uibm

 

 

 

CORRISPONDENZA sulla Xylella fastidiosa con la UE luglio 2018

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967.pdf

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967-cover.pdf

 

 

 

Mutui, la prova della truffa Via a rimborsi per 16 miliardi

Dopo tre anni ecco la sentenza Ue sull'Euribor truccato da banche estere. Ma si può far causa pure alle italiane

Giuseppe Marino - Sab, 19/11/2016 - 15:52

La Commissione europea, tre anni dopo aver condannato quattro tra le più grandi banche europee per aver truccato il tasso di interesse che incide sui mutui di milioni di cittadini europei, ha finalmente tolto il segreto al testo della sentenza. E quel documento di trenta pagine potrebbe valere, solo per gli italiani che hanno un mutuo sulle spalle, ben 16 miliardi di euro di rimborsi da chiedere alle banche.

La storia parte con la scoperta di un'intesa restrittiva della concorrenza, ovvero un cartello, tra le principali banche europee. Lo scopo, secondo l'Antitrust europeo, era di manipolare a proprio vantaggio il corso dell'Euribor, il tasso di interesse che funge da riferimento per un mercato di prodotti finanziari che vale 400mila miliardi di euro. Tra questi ci sono i mutui di 2,5 milioni di italiani, per un controvalore complessivo stimabile in oltre 200 miliardi. L'Euribor viene calcolato giorno per giorno con un sondaggio telefonico tra 44 grandi banche europee, che comunicano che tasso di interesse applicano in quel momento per i prestiti tra banche. Il risultato del sondaggio viene comunicato all'agenzia Thomson Reuters che poi comunica il valore dell'Euribor agli operatori e al pubblico. L'Antitrust ha scoperto che alcune grandi banche, tra il 2005 e il 2008, si erano messe d'accordo per falsare i valori comunicati e manipolare il valore del tasso secondo la propria convenienza. «Alcune volte, -recita la sentenza che il Giornale ha potuto visionare- certi trader (omissis...) comunicavano e/o ricevevano preferenze per un settaggio a valore costante, basso o alto di certi valori Euribor. Queste preferenze andavano a dipendere dalle proprie posizioni commerciali ed esposizioni»

Il risultato ovviamente si è riflettuto sui mutui degli ignari cittadini di tutta Europa, che però finora avevano le unghie spuntate. Un avvocato di Sassari, Andrea Sorgentone, legato all'associazione Sos Utenti, ha subissato la Commissione di ricorsi per farsi consegnare il testo della sentenza dell'Antitrust che condanna Deutsche Bank, Société Genéralé, Rbs e Barclay's a pagare in totale una multa di oltre un miliardo di euro.

La Ue ha sempre rifiutato adducendo problemi di riservatezza delle banche, ma alla fine l'avvocato ha ottenuto una copia della sentenza, seppur in parte «censurata». E ora il conto potrebbe salire. E non solo per quelle direttamente coinvolte, perché il tasso alterato veniva applicato ai mutui variabili da tutte le banche, anche le italiane, che ora potrebbero dover pagare il conto dei trucchi di tedesche, francesi e inglesi. Sorgentone si dice convinto di poter ottenere i risarcimenti: «Secondo le stime più attendibili -dice- i mutuatari italiani hanno pagato interessi per 30 miliardi, di cui 16 indebitamente. La sentenza europea è vincolante per i giudici italiani. Ora devono solo quantificare gli interessi che vanno restituiti in ogni rapporto mutuo, leasing, apertura di credito a tasso variabile che ha avuto corso dal 1 settembre 2005 al 31 marzo 2009».

27.01.17

 

 

Come creare un meeting su Zoom? In un periodo in cui è richiesto dalla società il distanziamento sociale, la nota app per le videoconferenze diventa uno strumento importante per molte aziende e privati. Se partecipare a un meeting è un processo estremamente semplice, che non richiede neppure la registrazione al servizio, discorso diverso vale per gli utenti che desiderano creare un meeting su Zoom.

Ecco dunque una semplice guida per semplificare la vita a coloro che hanno intenzione di approcciare alla piattaforma senza confondersi le idee.

Come si crea un meeting su Zoom

Dopo aver scaricato e installato Zoom, e aver effettuato la registrazione, si dovrà dunque effettuare l’accesso premendo Sign In (è possibile loggare direttamente con il proprio account Google o Facebook, comunque). A questo punto, bisogna procedere in questo modo:

  • Fare tap su New Meeting (pulsante arancione)
  • Scegliere se avviare il meeting con la fotocamera accesa o spenta, tramite il toggle Video On
  • Premere Start a Meeting

A questo punto è stata creata la videoconferenza, ma affinché venga avviata è necessario invitare i partecipanti. Per proseguire sarà necessario quindi:

  • Fare tap su Participants (nella parte in basso dello schermo)
  • Premere su Invite
  • Scegliere il mezzo attraverso cui inviare il link di partecipazione ai mittenti (tramite e-mail o messaggio, per esempio)

Una volta invitati gli utenti, chi ha creato il meeting avrà la possibilità di fare tap su ognuno di essi per utilizzare diverse funzioni: per esempio si potranno silenziare, piuttosto che chiedergli di attivare la fotocamera, eccetera.

Zoom, anche su dispositivi mobile

Zoom (immagine: Zoom).

Facendo tap sul pulsante Chats (in basso a sinistra dello schermo), inoltre, si potranno inviare messaggi di testo a tutti i partecipanti o solo a uno di essi. Una volta terminata la videoconferenza, la si potrà chiudere facendo tap sulla scritta rossa End in alto a destra: si potrà in ultimo scegliere se lasciare il meeting (Leave Meeting), permettendo agli altri di continuare a interagire, o se scollegare tutti (End Meeting).

 

 

Windows File Recovery recupera i file cancellati per sbaglio

È la prima app di questo tipo realizzata direttamente da Microsoft.

A tutti - beh, a quanti non hanno un backup efficiente - sarà capitato di cancellare per errore un file, non solo mettendolo nel Cestino, ma facendolo sparire apparentemente per sempre.

Recuperare i file cancellati ha tante più possibilità di riuscire quanto meno la zona occupata da quei file è stata sovrascritta, ed è un lavoro per software specializzati.

Fino a oggi, l'unica possibilità per i sistemi Windows era scegliere programmi di terze parti. Ora Microsoft ha rilasciato una piccola utility che si occupa proprio del recupero dei file.

Si chiama Windows File Recovery ed è disponibile gratuitamente sul Microsoft Store.

Si tratta di un programma privo di interfaccia grafica: per adoperarlo bisogna quindi superare la diffidenza per la linea di comando che alberga in molti utenti di Windows.

L'utility ha tre modalità base di funzionamento. Default, suggerita per i drive Ntfs, si rivolge alla Master File Table (MFT) per individuare i segmenti dei file. Segment fa a meno della MFT e si basa invece sul rilevamento dei segmenti (che contengono informazioni come il nome, la data, il tipo di file e via di seguito). Signature, infine, si basa sul tipo di file: non avendo a disposizione altre informazioni, cerca tutti i file di quel tipo (Microsoft consiglia questo sistema per le unità esterne come chiavette Usb e schede SD).

Windows File Recovery è in grado di tentare il recupero da diversi filesystem - quali Ntfs, exFat e ReFS - e per apprendere il suo utilizzo Microsoft ha messo a disposizione una pagina d'aiuto (in inglese) sul sito ufficiale.

Qui sotto, alcune schermate di Windows File Recovery.

wfr01
 
Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=28141

 

Bloatbox ripulisce Windows 10 dalle app indesiderate

Bastano pochi clic per eliminare tutto il bloatware preinstallato.

Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=28201

Non si può dire che Windows 10 sia un sistema operativo essenziale: ogni nuova installazione porta con sé, insieme al sistema vero e proprio, tutta una serie di applicazioni che per la maggior parte degli utenti si rivelano inutili, se non fastidiose, senza contare le aggiunte dei singoli produttori di Pc.

Rimuoverle a mano una a una è un compito tedioso, ma esiste una piccola applicazione che facilita l'intera operazione: Bloatbox.

Nata come estensione per Spydish, app utile per gestire le informazioni condivise con Microsoft da Windows 10 e più in generale le impostazioni del sistema che coinvolgono la privacy, è poi diventata un software a sé.

Il motivo è un po' la medesima ragione di vita di Bloatbox: non rendere Spydish troppo "grasso" (bloated), ossia ricco di funzioni che, per quanto utili, vadano a incidere sulla possibilità di avere un'applicazione compatta, efficiente e facile da usare.

Bloatbox si scarica da GitHub sotto forma di archivio .zip da estrarre sul Pc. Una volta compiuta questa operazione non resta altro da fare che cliccare due volte sul file Bloatbox.exe per avviare l'app.

La finestra principale mostra sulla sinistra una colonna in cui è presente la lista di tutte le app installate in Windows, tra cui anche quelle che normalmente non si possono disinstallare - come il Meteo, Microsoft News e via di seguito - e quelle installate dal produttore del computer.

Ciò che occorre fare è selezionare quelle app che si intende rimuovere e, quando si è soddisfatti, premere il pulsante , che le aggiungerà alla colonna di destra, dove si trovano tutte le app condannate alla cancellazione.

A questo punto si può premere il pulsante Uninstall, posto nella parte inferiore della colonna centrale, e il processo di disinstallazione inizierà.

L'ultima versione al momento in cui scriviamo mostra anche, nella colonna di destra di un pratico link per effettuare una "pulizia generale" di una nuova installazione di Windows 10, identificato dalla dicitura Start fresh if your Windows 10 is loaded with bloat....

Cliccandolo, verranno aggiunte all'elenco di eliminazione tutte le app preinstallate e considerate bloatware. Chiaramente l'elenco può essere personalizzato a piacere rimuovendo da esso le app che si intende tenere tramite il pulsante Remove selected.

 

 

 

 

Il sito che installa tutte le app essenziali per Windows 10

Bastano pochi clic per ottenere un Pc perfettamente attrezzato, senza dover scaricare ogni singolo software.

Reinstallare il sistema operativo è solo il primo passo, dopo un incidente al Pc che abbia causato la necessità di ripartire da capo, tra quelli necessari per arrivare a riavere un computer perfettamente configurato e utilizzabile.

A quel punto inizia infatti il processo di configurazione e di installazione di tutte quelle grandi e piccole applicazioni che svolgono i vari compiti ai quali il computer è dedicato. Si tratta di un'operazione che può essere lunga e tediosa e che sarebbe bello poter automatizzare.

Una delle alternative migliori da tempo esistente è Ninite, sito che permette di selezionare le app preferite e si occupa di scaricarle e installarle in autonomia.


Da quando però Microsoft ha lanciato un proprio gestore di pacchetti (Winget) sono spuntate delle alternative che a esso si appoggiano e, dato che funziona da linea di comando, dette alternative si occupano di fornire un'interfaccia grafica.

Una delle più interessanti è Winstall, che semplifica l'installazione delle app dai repository messi a disposizione da Microsoft.

Winstall è una Progressive Web Application (Pwa), ossia un sito da visitare con il proprio browser e che permette di scegliere le app da installare sul computer; in questo senso, dal punto di vista dell'uso è molto simile al già citato Ninite.

Diverso è però il funzionamento: se Ninite scarica i singoli installer dei vari programmi, Winstall si appoggia a Winget, che quindi deve essere preventivamente installato sul Pc.

Inoltre offre una propria funzionalità specifica, che il suo sviluppatore ha battezzato Featured Pack.

Si tratta di gruppi di applicazioni unite da un tema o una funzionalità comune (browser, strumenti di sviluppo, software per i giochi) che si possono selezionare tutte insieme; Winstall si occupa quindi di generare il codice da copiare nel Prompt dei Comandi per avviare l'installazione.

In alternativa si può scaricare un file .bat da eseguire, che si occupa di invocare Winget per portare a termine il compito.

I Featured Pack sono infine personalizzabili: gli utenti sono invitati a creare il proprio e a condividerlo.

Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=28369

 

 

Cos’è e a cosa serve la pasta madre

La pasta madre è un lievito naturale che permette di preparare un ottimo pane, ma anche pizze e focacce. Conosciuta anche come pasta acida, la pasta madre è un impasto che può essere realizzato in diversi modi. Ad esempio, la pasta madre si può ottenere prelevando un impasto del pane da conservare grazie ai “rinfreschi”, oppure preparando un semplice impasto di acqua e farina da lasciare a contatto con l’aria, così che si arricchisca dei lieviti responsabili dei processi fermentativi che consentono la lievitazione di pane e altri prodotti da forno.

Gli impasti preparati con la pasta madre hanno generalmente bisogno di lievitare per diverse ore, ma il risultato ripaga dell’attesa: pane, pizze e focacce risulteranno infatti più gonfi, più digeribili, conservabili più a lungo e con un sapore decisamente migliore.

La pasta madre, inoltre, accresce il valore nutrizionale del pane e di altri prodotti da forno. Negli impasti preparati con la pasta madre diverse importanti sostanze rimangono intatte e, grazie alla composizione chimica della pasta madre, il nostro organismo riesce ad assimilare meglio i sali minerali presenti nelle farine.

I lieviti della pasta madre, poi, favoriscono la crescita di batteri buoni nell’intestino, favorendo un buon equilibrio del microbiota e migliorando così la digestione. È importante anche notare che il pane preparato con lievito naturale possiede un indice glicemico inferiore rispetto al pane realizzato con altri lieviti. Questo significa che quando i carboidrati presenti nel pane vengono assimilati sotto forma di glucosio, questo si riversa più lentamente nel flusso sanguigno, evitando picchi glicemici.

Oltre a conferire al pane proprietà organolettiche e nutrizionali migliori, la pasta madre presenta altri vantaggi. Grazie ai rinfreschi, si può infatti avere a disposizione questo straordinario lievito naturale a lungo; in più, la pasta madre può essere preparata con vari tipi di farine, anche senza glutine.

La dieta senza glutine è l’unica terapia per le persone celiache e per chi presenta sensibilità verso le proteine del frumento e in altri cereali come orzo e farro. Inoltre, ridurre il consumo di glutine può migliorare alcuni disturbi intestinali ed è consigliato anche a chi vuole seguire un regime alimentare antinfiammatorio.

 

 ATTENZIONE MOLTO IMPORTANTE PER LA TUA SALUTE :

 La tecnologia di riferimento per le Cellule Tumorali Circolanti 

               http://www.isetbyrarecells.com/faq/

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Videoinforma :  www marcobava.it